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Contact
di
Robert Zemeckis, con Jodie Foster, Matthew McConaughey, James
Woods, John Hurt, Tom Skerritt, Angela Bassett.
USA,
1997. Distr.: Warner Bros
LA
TRAMA: Una radioastronoma intercetta un segnale extraterrestre
proveniente dalla costellazione di Vega e si candida per rappresentare
l'umanità in un incontro diretto con gli alieni.
Il
progetto di portare sullo schermo il romanzo "Contact", pubblicato
nel 1985, è passato attraverso una lunga serie di traversie. Di
conseguenza, il suo autore - il celebre scenziato, scrittore e
divulgatore Carl Sagan, scomparso lo scorso anno - non ha fatto
in tempo a vederlo realizzato. Gli è stata così risparmiata la
scoperta di essere rimasto vittima di un paradosso: proprio lui,
che in "The Daemon-Haunted World" aveva perpetrato un devastante
attacco alla imbecillità della New Age, finisce infatti per risultare
l'ispiratore di un film permeato del più superficiale spirito
New Age. Ed è ancora il male minore: il peggio è incarnato dall'insopportabile
Matthew McConaughey e dal suo risibile personaggio di teologo
rubacuori. Peccato, perché il quesito sull'esistenza della vita
nello spazio è affascinante, il tema del rapporto scienza-religione
stimolante, gli effetti speciali di Ken Ralston suggestivi e,
soprattutto, l'idea di base elegante: quella cioè di non centrare
l'interesse del film sugli alieni ma sulle aspettative e le conseguenze
del contatto con una civiltà extraterrestre. Se siete interessati
all'argomento, sappiate che potete contribuire personalmente al
progetto SETI@home
per la ricerca di vita intelligente nello spazio.
LA BATTUTA: Se
ci siamo solo noi mi pare un bello spreco di spazio.
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