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CONTA
SU DI ME
(You Can Count On Me) di Kenneth Lonergan, con Laura Linney, Mark
Ruffalo, Rory Culkin, Matthew Broderick, Jon Tenney.
Distribuzione: Key Films, durata: 109'
LA
TRAMA: In un tranquillo paesino di provincia, l'incontro-scontro
fra due fratelli divisi dalle scelte ma uniti dai bisogni affettivi.
L'idea di mettere a confronto due fratelli opposti per scelte
di vita e carattere non è certo nuova: da noi la sviluppò
efficacemente persino Verdone in quello che si distingue come
uno dei suoi film meno superficiali, «Io e mia sorella».
Ma ciò che fa l'originalità di «Conta su dei
me» è la capacità di superare gli stereotipi
e le soluzioni isapute e prevedibili. Apparentemente, infatti,
i due protagonisti sono perfettamente agli antipodi, come da copione:
Terry (Mark Ruffalo) è il fratello scapestrato, irresponsabile,
ribelle; mentre Sammy (l'ottima Laura Linney, candidata all'Oscar)
è la sorella perbene, tutta chiesa e famiglia. Adeguato
e quasi inevitabile anche lo scenario del loro ritrovarsi: Scottsville,
una cittadina sorridente e noiosa fra le dolci colline dello stato
di New York. In realtà, lo sviluppo della storia ci porta
ben presto a scoprire che Terry è capace di una dedizione
affettiva velleitaria ma generosa, mentre la sorella nasconde,
dietro la sua solerte perfezione alla Barbie, una insoddisfatta
voglia di trasgressione e una rigidità emotiva solipsistica
e autodistruttiva. Fratello e sorella si rivelano insomma molto
più simili di come non appaiano a prima vista, accomunati
dagli stessi vuoti affettivi, dovuti alla prematura scomparsa
dei genitori. Il film esplora con finezza fra le pieghe di questi
sedimenti luttuosi, senza indulgere nei sentimentalismi ma anche
senza cercare soluzioni rassicuranti e finali a buon mercato.
Ancora una volta, il luogo comune è infatti in agguato
e vorrebbe che tra i due opposti si trovasse una immancabile mediazione
e che i conflitti si stemperassero in una ritrovata unità
familiare; ma anche sotto questo aspetto il regista e sceneggiatore
Kenneth Lonegan evita le scorciatoie narrative e lascia la storia
realisticamente aperta, in bilico fra il pessimismo e la speranza.
Un esordio di lusso, dunque, questo di Lonegan, che debutta nella
regia dopo una prestigiosa carriera di commediografo e sceneggiatore
(era suo il delizioso copione di «Terapia e pallottole»)
e conferma le sue qualità maggiori nella scrittura, candidandosi
all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Produttore esecutivo
del film Martin Scorsese, che ormai da anni va affiancando il
suo eccezionale lavoro di regista con un lodevole impegno a sponsorizzare
i talenti emergenti della nuova Hollywood.
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LA BATTUTA: - Non puoi chiederlo a tuo fratello?
- Prima dovrei rivolgergli la parola!
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