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CONTENDERS SERIE 7
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

CONTENDERS SERIE 7
(Series 7: the Contenders) di Daniel Minaham, con Brooke Smith, Marylouise Burke, Glenn Fitzgerald, Michael Kaycheck.
Distribuzione: Lucky Red, durata: 86'

LA TRAMA: Uno show televisivo estremo in cui i concorrenti si uccidono l'un l'altro fino alla sopravvivenza di un unico campione.

clicca per ingrandire Dopo Ed TV e Truman Show, il cinema torna a prendere di mira le nefandezze dei Reality Show televisivi. Qui si ipotizza un gioco ad eliminazione talmente estremo che i contendenti si eliminano l'un l'altro a colpi di pistola, fino a sancire la sopravvivenza del vincitore: un'idea che occhieggia anche ad alcuni film sulla caccia all'uomo, tipo Senza tregua di John Woo con Van Damme. In questo caso il tono è grottesco e paradossale, anche se il prolificare di questi tipi di show fa apparire sempre meno lontani i limiti estremi ipotizzati nel film: tanto per fare un esempio, quando gli autori hanno immaginato la storia, Survivor era ancora di là da venire. Contenders è insomma una caricatura che rischia di somigliare sempre di più alla realtà. Una satira o una parodia sono tanto più riuscite quanto meglio ricalcano i modelli che prendono di mira. In questo senso, Contenders è straordinariamente efficace, grazie all'esperienza televisiva dei suoi realizzatori, che conoscono ed usano alla perfezione il linguaggio trash della TV. Il regista Daniel Minaham viene infatti dal giornalismo televisivo ed era già sufficientemente smaliziato da sapere quanto l'informazione televisiva fosse sostanzialmente una forma di spettacolo. Poi ha raccolto le esperienze di quanti hanno lavorato alla realizzazione di produzioni televisive di tipo scandalistico e quindi si è immerso nella visione delle più celebri serie di Real TV, impossessandosi alla perfezione del loro linguaggio. Il direttore della fotografia Randy Drummond viene da una lunga esperienza in programmi tipo America's Most Wanted (il Chi l'ha visto? americano). Il montatore Malcom Jamieson viene da ore ed ore di tv spazzatura e documentari ad effetto. Ma il colpo di genio è stato coinvolgere nel progetto il produttore di promo Jason Bowers: così che il film ha proprio il sapore e la confezione di una vera serie in tre puntate, complete di grafica, pubblicità, sequenze di apertura sensazionalistiche tipiche di uno show televisivo. Il risultato è di rendere verosimile l'impossibile e lo spettatore resta completamente spiazzato, continuamente in bilico tra il brivido di orrore e la risata. Altrettanto azzeccate sono le tipologie dei contendenti, volutamente estreme anch'esse: nelle vesti di spietati killer ci sono infatti una donna incinta, un padre di famiglia, un pensionato, un malato terminale, una pia infermiera e una pudica adolescente. Proprio quest'ultima è particolarmente esilarante, visto che va a compiere le sue missioni di morte portandosi appresso come instancabili supporters i suoi genitori. L'esito della storia, seppure spiritoso e inaspettato, è meno interessante dell'idea. Minaham ha accettato una sfida difficile - raccontare la storia di un film a soggetto utilizzando il linguaggio di un programma televisivo - ed ha centrato in pieno il bersaglio. A proposito di bersagli, una curiosa notazione sulle armi e la violenza che inevitabilmente imperversano nel film. «Ciò che non avevo ancora capito prima di realizzare Contenders - ha detto il regista - è che girare scene di violenza è un atto violento di per sé. Odio le pistole. Sono cresciuto in mezzo alle armi e ne ho molto rispetto. Mi sentivo responsabile delle armi sul set e le controllavo costantemente. Era una cosa di cui non mi ero reso conto all'inizio: sulla carta è una cosa, ma quando inizi a girare... fa paura».

   

LA BATTUTA: Le regole sono semplici: vita o morte.

IL LINK
L'home page del film

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