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CONTENDERS
SERIE 7
(Series 7: the Contenders) di Daniel Minaham, con Brooke Smith,
Marylouise Burke, Glenn Fitzgerald, Michael Kaycheck.
Distribuzione: Lucky Red, durata: 86'
LA
TRAMA: Uno show televisivo estremo in cui i concorrenti si
uccidono l'un l'altro fino alla sopravvivenza di un unico campione.
Dopo Ed TV e Truman Show, il cinema torna a prendere
di mira le nefandezze dei Reality Show televisivi. Qui
si ipotizza un gioco ad eliminazione talmente estremo che i contendenti
si eliminano l'un l'altro a colpi di pistola, fino a sancire la
sopravvivenza del vincitore: un'idea che occhieggia anche ad alcuni
film sulla caccia all'uomo, tipo Senza tregua di John Woo
con Van Damme. In questo caso il tono è grottesco e paradossale,
anche se il prolificare di questi tipi di show fa apparire sempre
meno lontani i limiti estremi ipotizzati nel film: tanto per fare
un esempio, quando gli autori hanno immaginato la storia, Survivor
era ancora di là da venire. Contenders è
insomma una caricatura che rischia di somigliare sempre di più
alla realtà. Una satira o una parodia sono tanto più
riuscite quanto meglio ricalcano i modelli che prendono di mira.
In questo senso, Contenders è straordinariamente
efficace, grazie all'esperienza televisiva dei suoi realizzatori,
che conoscono ed usano alla perfezione il linguaggio trash
della TV. Il regista Daniel Minaham viene infatti dal giornalismo
televisivo ed era già sufficientemente smaliziato da sapere
quanto l'informazione televisiva fosse sostanzialmente una forma
di spettacolo. Poi ha raccolto le esperienze di quanti hanno lavorato
alla realizzazione di produzioni televisive di tipo scandalistico
e quindi si è immerso nella visione delle più celebri
serie di Real TV, impossessandosi alla perfezione del loro
linguaggio. Il direttore della fotografia Randy Drummond viene
da una lunga esperienza in programmi tipo America's Most Wanted
(il Chi l'ha visto? americano). Il montatore Malcom Jamieson
viene da ore ed ore di tv spazzatura e documentari ad effetto.
Ma il colpo di genio è stato coinvolgere nel progetto il
produttore di promo Jason Bowers: così che il film ha proprio
il sapore e la confezione di una vera serie in tre puntate, complete
di grafica, pubblicità, sequenze di apertura sensazionalistiche
tipiche di uno show televisivo. Il risultato è di rendere
verosimile l'impossibile e lo spettatore resta completamente spiazzato,
continuamente in bilico tra il brivido di orrore e la risata.
Altrettanto azzeccate sono le tipologie dei contendenti, volutamente
estreme anch'esse: nelle vesti di spietati killer ci sono infatti
una donna incinta, un padre di famiglia, un pensionato, un malato
terminale, una pia infermiera e una pudica adolescente. Proprio
quest'ultima è particolarmente esilarante, visto che va
a compiere le sue missioni di morte portandosi appresso come instancabili
supporters i suoi genitori. L'esito della storia, seppure
spiritoso e inaspettato, è meno interessante dell'idea.
Minaham ha accettato una sfida difficile - raccontare la storia
di un film a soggetto utilizzando il linguaggio di un programma
televisivo - ed ha centrato in pieno il bersaglio. A proposito
di bersagli, una curiosa notazione sulle armi e la violenza che
inevitabilmente imperversano nel film. «Ciò che non
avevo ancora capito prima di realizzare Contenders - ha
detto il regista - è che girare scene di violenza è
un atto violento di per sé. Odio le pistole. Sono cresciuto
in mezzo alle armi e ne ho molto rispetto. Mi sentivo responsabile
delle armi sul set e le controllavo costantemente. Era una cosa
di cui non mi ero reso conto all'inizio: sulla carta è
una cosa, ma quando inizi a girare... fa paura».
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LA BATTUTA: Le regole sono semplici: vita o
morte.
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