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Cube
di Vincenzo Natali, con Nicole de Boer, Nicky Guadagni, David
Hewlett, Andrew Miller
Distribuzione:
Eagle, durata: 91'
LA
TRAMA: Sei persone si trovano inspiegabilmente prigioniere
in un letale labirinto tridimensionale.
Tradisce
l'origine italiana il nome del giovane regista canadese Vincenzo
Natali, vincitore con questo film di esordio dei festival di fantascienza
di Gerardmer e del Messico e ospite applaudito di molte altre
rassegne. L'idea è di inserire, senza spiegazioni e senza ragioni
apparenti, dei personaggi in una mostruosa trappola-prigione -
a metà fra un videogioco e un cubo di Rubik - e di raccontare
le loro reazioni, alla disperata ricerca di una possibile via
di fuga. Si direbbe uno spunto da cortometraggio, e in effetti
il film tira un po' il fiato sulla distanza dei novanta minuti.
Tuttavia l'autore ha saputo inserire delle efficaci varianti sul
tema dei rapporti psicologici fra i personaggi e soprattutto nel
progressivo profilarsi di una regola e di un metodo nella apparente
assurdità casuale degli itinerari e delle trappole. Il film, a
bassissimo costo, non può contare su effetti mirabolanti, ma il
ricorso alla computergrafica e l'ingegnosa invenzione della scenografa
Jasna Stefanovic (costruire un unico cubo di quattro metri di
lato, variandolo nei colori per suggerire un'infinita teoria di
celle diverse) ha permesso di ottenere un effetto suggestivo con
un minimo dispendio. Quanto basta per proclamare riuscito questo
esordio e attendere le prove future del promettente regista.
LA BATTUTA: Ecco
qual'è la sfida: il vero nemico è dentro di voi!
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