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Deep
Impact
di
Mimi Leder, con Tea Leoni, Robert Duvall, Morgan Freeman, Vanessa
Redgrave, Elijah Wood.
USA,
1998. Distr.: U.I.P., durata: 120'
LA
TRAMA: Una cometa minaccia di schiantarsi contro la Terra
e il presidente degli USA invia una missione spaziale per cercare
di deviarla.
Sarebbe
interessante dare una sbirciatina nell'inconscio di Mimi Leder:
credo vi si troverebbero delle interessanti contraddizioni. E'
una regista donna, eppure si è imposta sul grande schermo con
un genere tradizionalmente maschile come il film di azione, dirigendo
"The Peacemaker". Dopo questo insolito e riuscito esordio torna
ora a confrontarsi con un altro genere giudicato assai poco femminile
come quello catastrofico, dando nuovamente prova di buone qualità.
Ma la cosa singolare in questa sorta di sfida al luogo comune
maschile-femminile è che se da un lato la Leder affida alle donne
delle parti di rilievo, dall'altra riserva il ruolo risolutore
agli uomini; anzi, più precisamente, ai padri. Paterno Robert
Duvall nelle vesti del vecchio astronauta, paterno persino il
giovanissimo Elijah Wood nel salvare la fidanzatina e il suo fratellino;
infine, più paterno di tutti Morgan Freeman che, da presidente
degli Stati Uniti, ha l'ingrato compito di far accettare alla
nazione la prospettiva di un parziale annientamento della civiltà.
Il punto debole del film sta proprio in questo curioso paternalismo,
dal quale deriva la poco credibile ipotesi di una nazione che
va disciplinatamente verso il disastro, guidata da serena fiducia
nel proprio capo. Così, mentre le scene di azione sono molto efficaci,
la Leder si perde proprio nei risvolti retorici e patetico-sentimentali:
ossia, come si diceva una volta, nelle cose da femminucce.
LA BATTUTA:
Lei è solo una giornalista, ma in fondo anche lei è una
persona...
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