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The
Last Days of Disco
di
Whit Stillman, con Chloe Sevigny, Kate Beckinsale, Chris Eigeman,
Mackenzie Astin
Distribuzione:
Warner, durata: 110'
LA
TRAMA: All'inizio degli anni Ottanta, i destini di un gruppo
di ragazzi ruotano attorno a un celebre locale di disco music.
In
russo esistono nove vocaboli per definire il termine nostalgia.
Non stupisce allora che un sentimento così internazionalmente
diffuso e ricco di sfumature possa dirigersi anche verso apparentemente
degne dell'oblio: in questo caso un'epoca poco attraente come
gli anni Ottanta, una generazione poco simpatica come quella degli
yuppies e una musica che annovera limitati cultori come quella
disco. Eppure questo film è capace di compiere un
piccolo miracolo e comunicarci la nostalgia verso tutto questo,
complice il sentimento universale del rimpianto della propria
giovinezza. Attorno a un locale imprecisato di Manhattan (in cui
però è lecito identificare i night più alla
moda dell'epoca, come lo Studio 54, lo Xenon o El
Morocco), ruotano le vite e gli amori di un gruppo di giovani
in cui può riconoscersi facilmente anche chi condivida
ben altre abitudini e miti: merito di una buona definizione dei
caratteri e di alcuni dialoghi davvero effervescenti. Ne è
autore lo scrittore-regista Whit Stillman, che aveva già
dedicato al popolo della notte altre due commedie cinematografiche,
«Metropolitan» (19990) e «Barcellona»
(1994). Il film è stato presentato con successo all'ultima
edizione del Torino Film Festival.
LA BATTUTA: Trovo
che ci sia qualcosa di sexy in Zio Paperone.
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