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DOMENICA
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

DOMENICA
di Wilma Labate, con Claudio Amendola, Domenica Giuliano, Valerio Binasco, Peppe Servillo, Rosalinda Celentano e Annabella Sciorra.
Distribuzione: Mikado, durata: 95'

LA TRAMA: Un poliziotto trascorre la sua ultima giornata di servizio accanto a una ragazzina vittima di una violenza carnale.

clicca per ingrandire Ci sono dei film capaci di segnarti in maniera indelebile, come fossero una diretta esperienza di vita. Per Wilma Labate questo film è stato «Mouchette», un capolavoro di Georges Bernanos che racconta le sventure di una povera ragazza esposta a un destino ingiusto, alla violenza, all'odio, alla fine drammatica e precoce della sua adolescenza: cioè gli stessi elementi che ha trasfuso in Domenica, la protagonista che dà il titolo a questo film. La sceneggiatura è firmata con Sandro Petraglia, che a sua volta ha rielaborato tematiche ed emozioni già toccate ne «Il ladro di bambini». E poi c'è l'atmosfera intensa e dolente del romanzo Ronda del Guinardo di Juan Marsé, a cui il film liberamente si ispira. Sottolineo tutte queste influenze non per ridimensionare l'originalità di «Domenica», che anzi le rivive e le fa proprie con efficacia e passione, ma per meglio inquadrane il contenuto e lo stile senza entrare nei dettagli della trama, che merita di conservare per l'occhio dello spettatore le sue sorprese e i suoi pudichi segreti. Si tratta di fatti minimi eppure immensi, di destini ineluttabili ma mai scontati, che vibrano nel film come trovassero espressione per la prima volta, benché appartengano alla realtà, alla cronaca, all'esperienza di tutti i giorni. Un po' come la città di Napoli che fa da sfondo alla vicenda: conosciuta a tutti da sempre nel suo inconfondibile intreccio di meraviglia e squallore, eppure rappresentata in maniera così inedita da apparire nuova agli stessi napoletani. Sono questi i piccoli grandi miracoli di cui il film è costellato, avvolto com'è in una sorta di religioso laicismo: capace di dar voce e verità sia all'ateo disincanto del poliziotto che alla fede popolare, superstiziosa, fantasiosa e barocca della ragazzina. Il loro incontro rappresenta per entrambi l'occasione per pronunciare insieme, nonostante tutto, un estremo appassionato alla vita. Personaggi indimenticabili entrambi nella interpretazione della piccola Domenica Giuliano e di un Claudio Amendola in stato di grazia, che riesce a dare nuovo spessore al suo collaudato cliché di duro sensibile e strapazzato dalla vita.

  16:9  

LA BATTUTA: E' brutto il vostro lavoro: per fare bene fate male.

IL LINK
L'home page del film

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