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DOMENICA
di Wilma Labate, con Claudio Amendola, Domenica Giuliano, Valerio
Binasco, Peppe Servillo, Rosalinda Celentano e Annabella Sciorra.
Distribuzione: Mikado, durata: 95'
LA
TRAMA: Un poliziotto trascorre la sua ultima giornata di servizio
accanto a una ragazzina vittima di una violenza carnale.
Ci sono dei film capaci di segnarti in maniera indelebile, come
fossero una diretta esperienza di vita. Per Wilma Labate questo
film è stato «Mouchette», un capolavoro di
Georges Bernanos che racconta le sventure di una povera ragazza
esposta a un destino ingiusto, alla violenza, all'odio, alla fine
drammatica e precoce della sua adolescenza: cioè gli stessi
elementi che ha trasfuso in Domenica, la protagonista che dà
il titolo a questo film. La sceneggiatura è firmata con
Sandro Petraglia, che a sua volta ha rielaborato tematiche ed
emozioni già toccate ne «Il ladro di bambini».
E poi c'è l'atmosfera intensa e dolente del romanzo Ronda
del Guinardo di Juan Marsé, a cui il film liberamente
si ispira. Sottolineo tutte queste influenze non per ridimensionare
l'originalità di «Domenica», che anzi le rivive
e le fa proprie con efficacia e passione, ma per meglio inquadrane
il contenuto e lo stile senza entrare nei dettagli della trama,
che merita di conservare per l'occhio dello spettatore le sue
sorprese e i suoi pudichi segreti. Si tratta di fatti minimi eppure
immensi, di destini ineluttabili ma mai scontati, che vibrano
nel film come trovassero espressione per la prima volta, benché
appartengano alla realtà, alla cronaca, all'esperienza
di tutti i giorni. Un po' come la città di Napoli che fa
da sfondo alla vicenda: conosciuta a tutti da sempre nel suo inconfondibile
intreccio di meraviglia e squallore, eppure rappresentata in maniera
così inedita da apparire nuova agli stessi napoletani.
Sono questi i piccoli grandi miracoli di cui il film è
costellato, avvolto com'è in una sorta di religioso laicismo:
capace di dar voce e verità sia all'ateo disincanto del
poliziotto che alla fede popolare, superstiziosa, fantasiosa e
barocca della ragazzina. Il loro incontro rappresenta per entrambi
l'occasione per pronunciare insieme, nonostante tutto, un estremo
appassionato sì alla vita. Personaggi indimenticabili
entrambi nella interpretazione della piccola Domenica Giuliano
e di un Claudio Amendola in stato di grazia, che riesce a dare
nuovo spessore al suo collaudato cliché di duro
sensibile e strapazzato dalla vita.
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LA BATTUTA:
E' brutto il vostro lavoro: per fare bene fate male.
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