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Enemy
di
Tony Scott, con Will Smith, Gene Hackman, John Voight, Regina
King.
Distribuzione:
Buena Vista, durata: 132'
LA
TRAMA: Per occultare un delitto politico, un corpo deviato
della Cia insegue e perseguita un avvocato onesto, ricorrendo
alle più sofisticate tecnologie di intercettazione ambientale.
Negli
anni Settanta, Hollywood fu caratterizzata da quella che, in un
celebre saggio di qualche anno fa, Franco La Polla definì
la poetica della paranoia: si rispecchiava in film che
facevano leva sulla sensazione di essere oggetto di torti, inganni
e congiure. Era il risvolto tenebroso del mito positivo dell'individualismo
americano, in cui l'individuo si trova solo, smarrito e perseguitato
da forze ostili. Questa fantasia persecutoria ha prodotto veri
capolavori, come «La conversazione» di Francis Ford
Coppola, del '74. Pur senza essere un vero e proprio remake, «Nemico
pubblico» è un dichiarato omaggio al film di Coppola,
come testimoniano numerose citazioni e la presenza, in entrambe
le opere, di un rimarchevole Gene Hackman. Ma se la paranoia è
rimasta più o meno la stessa, è cambiata nel frattempo
la tecnologia: i sistemi di intercettazione ambientale si sono
fatti talmente sofisticati da rendere quelli de «La conversazione»
ingenui ammennicoli. E' l'era dei satelliti, è ciò
ha offerto lo spunto a Tony Scott - regista forse non eccelso
masempre molto attento all'immagine - di effettuare suggestive
riprese dall'alto, che riprendono anche lo stile di alcuni celebri
fotografi americani. Insomma, un thriller efficace e ben realizzato,
che suggerisce anche una riflessione non banale sui temi scottanti
legati alla tutela della privacy.
LA BATTUTA:
Quel figlio di puttana non sarà l'ultimo capitolo della
mia storia.
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