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THE FAMILY MAN
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

THE FAMILY MAN
(Id.) di Brett Ratner, con Nicolas Cage, Téa Leoni, Jeremy Piven, Josep Sommer, Saul Rubinek, Don Cheadle.
Distribuzione: Medusa, durata: 125'

LA TRAMA: Un arido uomo d'affari scopre cosa sarebbe stata la sua vita se avesse preposto i sentimenti al successo.

clicca per ingrandire Tutti noi amici di «Clarence» adoriamo Frank Capra e in particolare «La vita è meravigliosa», il cui angelo Clarence dà per l'appunto il nome al nostro portale. Amare tanto l'originale ci rende diffidenti verso le imitazioni e questo «The Family Man» è un falso per eccellenza. In apparenza ci sono tutti gli elementi "alla Frank Capra": la neve, il natale, un miliardario mezzo feroce e mezzo bonario, un angelo eccentrico che ti mostra come la tua vita avrebbe potuto essere se avessi fatto delle scelte diverse. Come i fedeli di San Gennaro, noi spettatori clarenciani aspettiamo che si ripeta il miracolo di Frank Capra, ma il miracolo non accade e il film non si coagula. Perché? Probabilmente perché i primi a non crederci sono gli autori. «The Family Man» è un film in malafede, che finge di ispirarsi a Capra e in realtà si limita a clonare, volgendola dal femminile al maschile, una commedia molto meglio riuscita: «Me Myself I» («Nei panni dell'altra»): la cui protagonista (una Rachel Griffiths ben più espressiva del sopravvalutato Nicolas Cage), si trovava nei panni di sé stessa in una esistenza parallela e alternativa alla sua. «The Family Man» invece ha un esito paradossale: più cerca di convincerci che la vita di un affettuoso padre di famiglia è preferibile a quella di un arido single di successo, più sortisce l'effetto contrario e ci mostra tutto lo squallore melenso del modello di vita medio americano. Il povero Frank Capra si rivolterà nella tomba: è vero che anche il suo eroe era l'uomo comune, ma Capra pensava gli individui al plurale, cioè inseriti in un contesto sociale. Lui non si è mai sognato di erigere un monumento all'american way of life, ma piuttosto di ricordarci come la vita di un uomo acquista un senso solo quando è legata ad altre vite. Gli autori di «The Family Man» fingono invece che il paradiso sia nel chiuso microcosmo della famigliola, come negli spot dei biscotti. Detto in un film hollywoodiano, poi, ciò risulta particolarmente irritante: è come raccontare ai poveri che il denaro non dà la felicità, stando ancorati a Montecarlo su uno yacht battente bandiera panamense.

  16:9  

LA BATTUTA: Le ex fidanzate sono come le vecchie dichiarazioni dei redditi: le tieni in un armadio per tre anni e poi te ne liberi.

IL LINK
L'home page del film

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