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FANTASIA 2000
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

FANTASIA 2000
(Id.) di Hendel Butoy, con Steve Martin, Itzhak Perlman, Bette Midler, Quincy Jones, James Earl Jones, Penn & Teller, Angela Lansbury.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 75'

LA TRAMA: Una sinfonia per immagini marca Disney, con un repertorio musicale costituito da sei nuovi pezzi d'animazione e la riedizione de «L'apprendista stregone».

Il poster «Fantasia» non è stato forse il film più riuscito di Disney, ma di certo è stato quello più ambizioso dal punto di vista artistico: l'animazione a confronto con la musica colta. Qualcuno lo considera un capolavoro, qualcun altro un film pretenzioso e pesante. Di sicuro Disney ne andava orgoglioso, al punto di sognare di aggiornarlo nel tempo, arricchendo via via il progetto originale di nuovi brani musicali. L'idea non ebbe seguito per molti anni, ma è stata ripresa caparbiamente dal nipote di Disney, che ha fortissimamente voluto celebrare l'entrata della Disney nel nuovo millennio con questo «Fantasia 2000». Il progetto è molto simile a quello originario del 1940: dei vari cortometraggi che costituiscono il film, qualcuno è concepito in maniera astratta, qualcun altro in maniera figurativa ma svincolato da una vera storia, qualcun altro infine è un racconto per immagini. Viene poi riproposta la versione restaurata del celeberrimo «Apprendista stregone» con Topolino, affiancata da una nuova storia di un altro eroe-Disney: Paperino. Ecco così il papero alle prese con l'Arca di Noé sulle note della marcia Pomp And Circumstances di Edward Elgar, la favola dell'Intrepido soldatino di stagno di Andersen messa in scena su un concerto di Sostakovic, l'Uccello di fuoco di Stravinskij interpretato come una allegoria delle forze naturali, il Carnevale degli animali di Saint-Saens affidato alle evoluzioni di uno stormo di fenicotteri, la Sinfonia n.5 di Beethoven animata astrattamente con forme e colori, I pini di Roma di Respighi spostati curiosamente tra i ghiacci polari e la Rapsodia in blu di Gershwin contestualizzata nella Manhattan dell'età dell'oro del jazz, con i disegni elaborati sullo stile del famoso caricaturista delle star Al Hirschfeld. E' probabilmente questo l'episodio più riuscito del film, con un buon connubio di humour e di raffinata elaborazione cromatica. L'episodio più deludente è invece quello dell'Arca di Noé, con un Paperino disegnato orribilmente: infinitamente peggio di quanto sanno fare i disegnatori disneyani di casa nostra. Nel complesso, un film con gli stessi pregi e difetti dell'originale, destinato a rimanere in bilico fra la poesia e il kitsch.

  16:9  

LA BATTUTA: Cosa accadrebbe se si desse uno jo-jo a uno stormo di fenicotteri?

IL LINK
L'home page del film

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