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FANTASIA
2000
(Id.)
di Hendel Butoy, con Steve Martin, Itzhak Perlman, Bette Midler,
Quincy Jones, James Earl Jones, Penn & Teller, Angela Lansbury.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 75'
LA
TRAMA: Una sinfonia per immagini marca Disney, con
un repertorio musicale costituito da sei nuovi pezzi d'animazione
e la riedizione de «L'apprendista stregone».
«Fantasia»
non è stato forse il film più riuscito di Disney,
ma di certo è stato quello più ambizioso dal punto
di vista artistico: l'animazione a confronto con la musica colta.
Qualcuno lo considera un capolavoro, qualcun altro un film pretenzioso
e pesante. Di sicuro Disney ne andava orgoglioso, al punto di
sognare di aggiornarlo nel tempo, arricchendo via via il progetto
originale di nuovi brani musicali. L'idea non ebbe seguito per
molti anni, ma è stata ripresa caparbiamente dal nipote
di Disney, che ha fortissimamente voluto celebrare l'entrata della
Disney nel nuovo millennio con questo «Fantasia 2000».
Il progetto è molto simile a quello originario del 1940:
dei vari cortometraggi che costituiscono il film, qualcuno è
concepito in maniera astratta, qualcun altro in maniera figurativa
ma svincolato da una vera storia, qualcun altro infine è
un racconto per immagini. Viene poi riproposta la versione restaurata
del celeberrimo «Apprendista stregone» con Topolino,
affiancata da una nuova storia di un altro eroe-Disney: Paperino.
Ecco così il papero alle prese con l'Arca di Noé
sulle note della marcia Pomp And Circumstances di Edward
Elgar, la favola dell'Intrepido soldatino di stagno di Andersen
messa in scena su un concerto di Sostakovic, l'Uccello di fuoco
di Stravinskij interpretato come una allegoria delle forze naturali,
il Carnevale degli animali di Saint-Saens affidato alle
evoluzioni di uno stormo di fenicotteri, la Sinfonia n.5
di Beethoven animata astrattamente con forme e colori, I pini
di Roma di Respighi spostati curiosamente tra i ghiacci polari
e la Rapsodia in blu di Gershwin contestualizzata nella
Manhattan dell'età dell'oro del jazz, con i disegni elaborati
sullo stile del famoso caricaturista delle star Al Hirschfeld.
E' probabilmente questo l'episodio più riuscito del film,
con un buon connubio di humour e di raffinata elaborazione cromatica.
L'episodio più deludente è invece quello dell'Arca
di Noé, con un Paperino disegnato orribilmente: infinitamente
peggio di quanto sanno fare i disegnatori disneyani di casa nostra.
Nel complesso, un film con gli stessi pregi e difetti dell'originale,
destinato a rimanere in bilico fra la poesia e il kitsch.
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LA BATTUTA: Cosa
accadrebbe se si desse uno jo-jo a uno stormo di fenicotteri?
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