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Fino
a prova contraria
di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, James Woods, Denis Leary,
Isaiah Washington
Distribuzione: Warner, durata: 127'
LA
TRAMA: Oakland. Un giornalista navigato indaga per provare
l'innocenza di un detenuto che sta per essere giustiziato.
Abituati
ad accostare Clint Eastwood al giustizialismo per le spicce dell'ispettore
Callaghan, può sembrare strano vederlo schierato, anche se indirettamente,
contro la pena di morte. Ma qest'uomo-simbolo di una ruvida morale
vecchio stampo ci ha insegnato a non catalogarlo in maniera banale
e ci ha già riserbato in passato piacevoli sorprese, dimostrando
una onestà intellettuale e una sensibilità che vanno ben oltre
il cliché del duro con cui si è imposto agli esordi. Invecchiando
(compie ora i sessantanove anni), Clint non gioca più a fare l'eroe:
anzi, negli ultimi film si è divertito a recitare personaggi politicamente
assai poco corretti, a raccontare ripetutamente un tema che lui
stesso definisce «il riscatto di un bastardo». Dunque, niente
retorica né proclami: "No, non è un film manifesto contro la
pena capitale. È piuttosto uno studio caratteriale su un uomo
pieno di difetti che però ha una passione innata per la verità.
In questo caso la verità implica che un uomo potrebbe essere innocente,
e che molte prove sono state insabbiate per varie ragioni. È la
storia di una redenzione: in sostanza Everett ha bisogno di salvare
un innocente per salvare se stesso". Un film elegante e crepuscolare,
che per essere apprezzato nella sua finezza e nella sua ironia
merita palati più fini di quelli delle platee americane, che lo
hanno accolto senza entusiasmo.
LA BATTUTA: Quando
il mio naso mi dice che qualcosa puzza, devo prestargli fede.
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