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SCOPRENDO
FORRESTER
(Finding Forrester) di Gus Van Sant, con Sean Connery, F. Murray
Abraham, Anna Paquin, Busta Rhymes, Rob Brown.
Distribuzione: Columbia TriStar, durata: 136'
LA
TRAMA: L'amicizia impossibile fra un mostro sacro della letteratura
in volontario esilio e un giovanissimo scrittore nero di talento.
Greenaway sostiene che per un regista non c'è niente di
male nel raccontare più volte la stessa storia e che anzi
i film andrebbero aggiornati periodicamente, come si fa con le
enciclopedie. E allora diciamo che Gus Van Sant ha aggiornato
la sua opera precedente: se si trattasse di un software, potremmo
annunciare che è stata rilasciata la versione due punto
zero di «Will Hunting, genio ribelle». Sì,
perché questo «Scoprendo Forrester» ha moltissimi
punti in comune con l'altro fortunato film, gratificato da sei
nomination e due Oscar: in entrambi i casi viene messo in scena
il rapporto fra un ragazzo socialmente svantaggiato ma pieno di
talento e un uomo che il suo talento l'ha bruciato precocemente.
La differenza è che nell'altro film veniva prestata maggiore
attenzione alla figura del ragazzo; in questo caso invece al centro
della vicenda c'è il rapporto fra maestro e allievo: un'amicizia
impossibile che arricchisce entrambi. Come in ogni buon film sull'apprendistato,
si tratta infatti di un rapporto nei due sensi: nel momento in
cui il maestro insegna qualcosa al suo allievo, contemporaneamente
riscatta sé stesso. In «Scoprendo Forrester»
la trovata migliore è proprio la figura di Forrester: lo
sceneggiatore Mike Rich si è rifatto a quegli scrittori,
come J.D. Salinger o Thomas Pynchon, che dopo un esordio folgorante
si sono eclissati, avvolti nel mistero e prigionieri del proprio
stesso mito. E ha immaginato che che proprio un intellettuale
eremita di questo genere finisse per diventare il mèntore
di un giovanissimo aspirante scrittore nero, lontano mille miglia
dal suo solipsistico mondo privato. L'idea è suggestiva
e, nonostante l'Oscar che premiò a suo tempo l'interpretazione
di Robin Williams, trovo che il personaggio interpretato oggi
da Sean Connery sia molto più affascinante. Diverso il
caso della giovane promessa: il punto di forza del personaggio
di Matt Damon (che in questo nuovo film si presta spiritosamente
ad apparire un breve cameo) era la sua anarchia, il suo talento
rabbioso e sprecato, la sua condizione di outsider incline all'autodistruzione;
qui abbiamo al suo posto un nipotino dello zio Tom, poco credibile
e troppo perbene. Nonostante la buona performance dell'esordiente
Rob Brown, il suo personaggio è fiacco: e non basta a dargli
spessore il riferimento al razzismo delle scuole private americane,
che quando aprono i loro privilegiati battenti ai neri lo fanno
solo in considerazione del loro talento sportivo. In conclusione,
l'upgrade a questa release 2 di «Will Hunting» è
consigliabile con riserva: nonostante l'apporto di alcune migliorie,
la versione originale risulta tuttora quella più stabile
e con meno bug.
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LA BATTUTA: Il concetto chiave dello scrivere
è scrivere, non è pensare.
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