|
GHOST
DOG - IL CODICE DEL SAMURAI
(Ghost
Dog - The Way of the Samurai) di Jim Jarmush, con Forest Whitaker,
John Tormey, Cliff Gorman, Henry Silva, Victor Argo, Tricia Vessey.
Distribuzione: B.I.M., durata: 113'
LA
TRAMA: In una anonima città del Nord America, uno strano
killer nero vive attenendosi all'antico codice dei samurai.
Il cinema americano ha raccontato come una sorta di epopea (seppure
negativa) le vicende di Cosa Nostra. Da quando la mafia italoamericana
ha cominciato ad essere soppiantata negli Stati Uniti dall'affermarsi
di altre organizzazioni criminali a base etnica - asiatiche, nere,
ispaniche - Hollywood non ha mancato di celebrare anche il declino
della mitologia mafiosa, in film nei quali il confine fra orrore
e nostalgia è talvolta ambiguo. Non ci sono equivoci, invece,
in questo curiosissimo film di Jarmush, nel quale i mafiosi in
crisi sono descritti come ridicoli personaggi da cartone animato.
E' un film che trasuda nostalgia per un perduto codice di autodisciplina
guerriera, ma questa nostalgia non riguarda il cosiddetto codice
d'onore dei mafiosi (che anzi viene ridicolizzato nella sua ipocrisia),
bensì un'etica da guerriero solitario, che fa di «Ghost
Dog» una sorta di western crepuscolare metropolitano. Ne
è protagonista uno straordinario Forest Whitaker, possente
e dinoccolato come un orso triste, che veste i panni di un singolare
killer nero, che vive (e soprattutto muore) attenendosi strettamente
alla morale degli antichi Samurai. "Il codice dei samurai
va cercato nella morte", recita la sua bibbia, ossia
lo «Hagakure», l'antico codice segreto dei Samurai
che il monaco seicentesco Yamamoto trasmise al suo discepolo Tsuramoto
Tashiro. Whitaker e Jarmush percorrono questa via in straordinario
equilibrio fra solenne tragicità e caustica ironia. Ne
risulta un film originalissimo, che si rifà a fonti eterogenee,
che vanno da «Le Samurai» di Melville a «Branded
to Kill» di Suzuki, da «Frankestein» a «Rashomon».
Il regista si accosta alla storia con un approccio simile a quello
dei musicisti jazz alla loro musica: e cioècreando un mosaico
originale fatto di tasselli riconducibili a un'unica fonte. E,
a proposito di musica, merita una citazione a parte la colonna
sonora di RZA, il fondatore del gruppo Wu-Tang Clan: un rapper
molto originale, che qualcuno ha soprannominato il Thelonious
Monk dell' hip-hop.
LA BATTUTA:
Le questioni di maggiore gravità vanno trattate
con leggerezza. Le questioni di minore gravità vanno trattate
seriamente.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|