|
THE
GIFT
(Id.) di Sam Raimi, con Cate Blanchett, Greg Kinnear, Hilary Swank,
Giovanni Ribisi, Katie Holmes e Keanu Reeves.
Distribuzione: Medusa, durata: 112'
LA
TRAMA: Una sensitiva collabora al rinvenimento di un cadavere
ma finisce sotto la minaccia dell'assassino.
 |
|
clicca
sulla foto
|
Insolitamente austero questo film di Sam Raimi (l'acclamato regista
de La casa), che abbandona temporaneamente l'horror per
il thriller psicologico. Stavolta si trepida dunque per la suspense
ma non per il raccapriccio e il numero dei cadaveri si riduce
ad uno: peraltro di tipo abbastanza tradizionale, cioé
più propenso a restar morto che ha riprendere vita come
uno zombie. Alla sobrietà della regia corrisponde quella
della recitazione, affidata a un cast di tutto rispetto nel quale
spicca la deliziosa Cate Blanchett, capace di interpretare
con pudore e mestizia il suo doloroso privilegio di sensitiva:
«sono il tipo di persona che non vuole sapere cosa accadrà
nel futuro - ha dichiarato l'attrice australiana - e pertanto
non sono mai stata da un veggente né mi sono mai fatta
leggere le carte o la mano. Ho dovuto superare la paura ed andare
a consultare diversi veggenti e medium, cosa che si è rivelata
un'esperienza davvero sbalorditiva. La maggior parte dei veggenti
con cui ho parlato mi hanno detto che il loro è un dono
che restituirebbero volentieri, poiché comporta enormi
responsabilità». Il sovrannaturale dunque aleggia,
ma in maniera sottile e - relativamente parlando - realistica:
grazie anche alla sceneggiatura misurata del talentuoso Billy
Bob Thornton. Sulla falsariga di Soldi sporchi, Raimi
si concentra sulla descrizione di una provincia sonnolenta ma
preda di passioni segrete: in questo caso i sobborghi di Savannah
in Georgia, che nel film dà corpo alla immaginaria cittadina
di Brixton. Una location quanto mai appropriata, visto che Savannah
vanta una consolidata tradizione di infestazioni di spiriti e
riti vodoo e che le mangrovie e le querce nodose e deformate dei
suoi boschi suggeriscono con efficacia al pubblico l'esistenza
di un mondo parallelo e di assortite entità sovrannaturali.
Peccato però che, al pari dei paludosi panorami del film,
esso ristagni troppo spesso in una piattezza ripetitiva e stenti
a decollare emotivamente. Così, nonostante le molte qualità
e l'ambientazione suggestiva, il film risulta nel complesso piuttosto
noioso e la diabolica Savannah finisce per venire declassata a
Slow-wannah: il nomignolo che le dava la troupe a causa dell'andazzo
lento e sonnolento della tediosa vita locale.
| |
 |
|
LA BATTUTA: Non riesco a capire la differenza
che c'è fra la mia testa e la mia anima.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|