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IL
GRINCH
(The
Grinch) di Ron Howard, con Jim Carrey, Taylor Momsen, Jeffrey
Tambor, Christine Baranski, Molly Shannon, Bill Irwin.
Distribuzione: U..I.P., durata: 105'
LA
TRAMA: Una bambina gentile e un mostro scorbutico insegnano
ai loro compaesani in cosa consista il vero spirito del Natale.
A
quarantacinque anni suonati, il regista Ron Howard ha mantenuto
quella inconfondibile faccia da lentigginoso ragazzone americano
che lo rese popolare negli anni Settanta come interprete della
serie Happy Days. E probabilmente ci voleva proprio un
eterno adolescente come lui per trasporre adeguatamente sullo
schermo il mondo di Theodore Seuss Geise, scrittore che con lo
pseudonimo di Dr. Seuss ha firmato quarantaquattro volumi per
l'infanzia molto popolari nel mondo anglosassone. Il Grinch è
un divertente antieroe nefando, odioso, malevolo, infingardo,
scaltro, sporcaccione, irascibile, scorbutico e pieno di astio
nei confronti degli allegri beoti perennemente giulivi che popolano
la stucchevole cittadina di Kinonsò. Come una sorta di
Riccardo III in versione comica, ne condivide la rancorosa deformità:
ha i peli al posto della gobba, ma potrebbe declamare come l'eroe
shakespeariano "Sono deciso a riuscir scellerato, in odio
a questa stagione troppo allegra". Col suo accumulo di
amabili difetti, il Grinch consente agli autori una satira - un
po' facile ma tutto sommato efficace - nei confronti di uno spirito
natalizio ridotto a ipocrisia e consumismo. A metà strada
fra «Il mago di Oz» e «The Nightmare Before
Christmas», il film è pieno di buone idee lasciate
a metà: come la buffa camminata degli abitanti di Kinonsò,
presentata all'inizio e poi dimenticata strada facendo. Stroncato
dalla critica americana ma accolto trionfalmente dal pubblico,
il film trova certamente il suo punto di forza nelle invenzioni
visive e nella interpretazione del protagonista. Le prime sono
affidate agli sforzi congiunti di un team di straordinari artigiani:
dal truccatore cinque volte premio Oscar Rick Baker alla costumista
Rita Ryack, dallo scenografo Michael Corenblith al responsabile
per gli effetti speciali Kevin Mack. La seconda è affidata
al genio di uno strepitoso Jim Carrey, che riesce a risultare
inconfondibile, benché per tutto il film sia pressoché
irriconoscibile: completamente mimetizzato com'è nei panni
del suo verdognolo mostro peloso dalla lingua velenosa e dal cuore
d'oro.
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LA BATTUTA: Forse la ragione di tanto
malumore è che di due taglie ha più piccolo il cuore.
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