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IL GRINCH
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

IL GRINCH
(The Grinch) di Ron Howard, con Jim Carrey, Taylor Momsen, Jeffrey Tambor, Christine Baranski, Molly Shannon, Bill Irwin.
Distribuzione: U..I.P., durata: 105'

LA TRAMA: Una bambina gentile e un mostro scorbutico insegnano ai loro compaesani in cosa consista il vero spirito del Natale.

clicca per ingrandire A quarantacinque anni suonati, il regista Ron Howard ha mantenuto quella inconfondibile faccia da lentigginoso ragazzone americano che lo rese popolare negli anni Settanta come interprete della serie Happy Days. E probabilmente ci voleva proprio un eterno adolescente come lui per trasporre adeguatamente sullo schermo il mondo di Theodore Seuss Geise, scrittore che con lo pseudonimo di Dr. Seuss ha firmato quarantaquattro volumi per l'infanzia molto popolari nel mondo anglosassone. Il Grinch è un divertente antieroe nefando, odioso, malevolo, infingardo, scaltro, sporcaccione, irascibile, scorbutico e pieno di astio nei confronti degli allegri beoti perennemente giulivi che popolano la stucchevole cittadina di Kinonsò. Come una sorta di Riccardo III in versione comica, ne condivide la rancorosa deformità: ha i peli al posto della gobba, ma potrebbe declamare come l'eroe shakespeariano "Sono deciso a riuscir scellerato, in odio a questa stagione troppo allegra". Col suo accumulo di amabili difetti, il Grinch consente agli autori una satira - un po' facile ma tutto sommato efficace - nei confronti di uno spirito natalizio ridotto a ipocrisia e consumismo. A metà strada fra «Il mago di Oz» e «The Nightmare Before Christmas», il film è pieno di buone idee lasciate a metà: come la buffa camminata degli abitanti di Kinonsò, presentata all'inizio e poi dimenticata strada facendo. Stroncato dalla critica americana ma accolto trionfalmente dal pubblico, il film trova certamente il suo punto di forza nelle invenzioni visive e nella interpretazione del protagonista. Le prime sono affidate agli sforzi congiunti di un team di straordinari artigiani: dal truccatore cinque volte premio Oscar Rick Baker alla costumista Rita Ryack, dallo scenografo Michael Corenblith al responsabile per gli effetti speciali Kevin Mack. La seconda è affidata al genio di uno strepitoso Jim Carrey, che riesce a risultare inconfondibile, benché per tutto il film sia pressoché irriconoscibile: completamente mimetizzato com'è nei panni del suo verdognolo mostro peloso dalla lingua velenosa e dal cuore d'oro.

  16:9  

LA BATTUTA: Forse la ragione di tanto malumore è che di due taglie ha più piccolo il cuore.

IL LINK
L'home page del film

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