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HARRY,
UN AMICO VERO
(Harry, un ami qui vous veut du bien) di Dominik Moll, con Laurent
Lucas, Sergi Lopez, Mathilde Seigner, Sophie Gullemin.
Distribuzione: KeyFilms, durata: 117'
LA
TRAMA: Una famiglia in vacanza viene sconvolta dall'arrivo
di uno strano amico, deciso a farli felici a tutti i costi.
Ormai siamo abituati a scomodare il termine humour nero
per qualsiasi film che mescoli risate ad elementi macabri ed efferati,
come fa ad esempio il divertente Snatch.
Ma se si volesse usare questa definizione nello spirito col quale
venne coniata da Breton e dai surrealisti, ben pochi film meriterebbero
tale appellativo. Bene, Harry, un amico vero appartiene
a questa élite: nessun compiacimento, nessuna forzatura,
nessun dettaglio raccapricciante, ma piuttosto un salto graduale
e impercettibile dal verosimile all'assurdo che centra in pieno
l'obiettivo di ottenere un effetto inquietante, sovversivo, antisentimentale
ma al tempo stesso emotivamente coinvolgente. Il film comincia
infatti come una di quelle innocue commedie in cui un simpatico
rompiscatole sconvolge la vita di un pacifico succube. Ma poi
le cose si fanno più complesse, più ambigue, cominciano
ad agire ad un livello più profondo. Senza troppo rivelare
per non rovinare i colpi di scena, diciamo che il film si sposta
sulla linea di Delitto per delitto di Hitchcock: dove due
personaggi si trovano vincolati da un patto segreto, sottoscritto
in maniera unilaterale da uno di loro. Il regista Dominik Moll
ha preso in prestito la classica struttura di un rapporto fra
allievo e mentore, per poi sconvolgere le regole, spiazzare lo
spettatore e rendere sempre più sfuggente il confine fra
male e bene, fra giusto e sbagliato. Come un angelo spietato,
il personaggio di Harry abbatte le false certezze del protagonista
e risuscita le sue dimenticate ambizioni adolescenziali, i suoi
traditi sogni giovanili: lo stesso tema del Disneyano Faccia
a faccia, ma spalmato di veleno anziché di melassa.
« Mi piacciono i film che incutono terrore ma che al
tempo stesso divertono, come Shining o Gli uccelli»
- ha dichiarato il regista «Le soluzioni di Harry sono
spaventose ma divertenti. Sono spaventose perché criminali,
sono divertenti perché liberatorie. Non mi interessa aggredire
il pubblico ma voglio attirarlo dentro il film e far sì
che si diverta, anche durante le scene paurose». In
Francia il pubblico è stato al gioco, decretando al film
un sorprendente successo, sancito anche da quattro premi César.
Ora il film esce in Italia, come postuma dimostrazione dell'intuito
e del gusto di Kermit Smith, il fondatore della KeyFilms, recentemente
e prematuramente scomparso.
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LA BATTUTA: Ci si può esprimere solamente
nella esagerazione.
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