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INTIMACY
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

INTIMACY - NELL'INTIMITA'
(Intimacy) di Patrice Chéreau, con Mark Rylance, Kerry Fox, Timothy Spall, Alastair Galbraith, Marianne Faithfull.
Distribuzione: Mikado, durata: 120'

LA TRAMA: Una coppia si incontra e fa all'amore una volta alla settimana senza dire una parola e senza sapere nulla l'uno dell'altra.

clicca per ingrandire Il luogo comune vorrebbe che per un uomo la relazione più comoda fosse quella con una donna che si conceda senza chiedere nulla e senza pretendere legami o coinvolgimenti. E' anche quello che crede inizialmente Jay, il protagonista del film, appena reduce dalla separazione con la sua famiglia, quando allaccia una singolare relazione con Claire, donna misteriosa che fa all'amore con lui una volta alla settimana, in uno squallido appartamento semivuoto, senza che i due quasi si parlino né sappiano nulla l'uno dell'altra. E invece è proprio Jay (apparentemente sicuro di sé fino all'arroganza ma segretamente assai fragile, come tutti gli uomini di questa storia) a soccombere gradualmente al desiderio di sapere di più della sua compagna occasionale e di pretendere quella totalità di rapporto che invece lei non è disposta a concedergli. Perché l'intimità è sinonimo di conoscenza ed è la mancanza di intimità che turba i nostri rapporti con gli altri. Questo almeno è il tema del bel racconto di Hanif Kureishi a cui Intimacy si ispira. Pakistano di origine ma inglese di nascita, Kureishi ha profondamente influenzato il cinema e la televisione inglesi con due celebri adattamenti dai suoi romanzi: My Beautiful Laundrette e Il Budda delle periferie. Stavolta, nonostante l'ambientazione londinese, è il regista francese di formazione teatrale Patrice Chéreau a interpretare un suo racconto: e lo fa con grande finezza e intensità, tanto da aver vinto meritatamente l'Orso d'Oro al festival di Berlino. Un premio che la giuria ha espresso all'unanimità ma che da alcuni benpensanti è stato contestato con scandalo. Intimacy è infatti un film dove il sesso è molto esplicito, crudo, anche se più livido e drammatico che eccitante. Eppure non è un film sul sesso. Come ha detto il regista, «è un film sul bisogno che l'uomo ha della donna, un bisogno confuso e spaventato dall'amore». E' anche una riflessione dolente, che si sforza di non essere disperata, sulla conoscenza fra gli individui e sul dolore della separazione: come dice il protagonista nel racconto, «ho cercato di convincermi che lasciare delle persone non è la cosa peggiore che puoi fare loro. Può risultare triste, ma non deve obbligatoriamente essere una tragedia. Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo».

   

LA BATTUTA: Schiavi dei nostri desideri, ecco chi siamo.

IL LINK
L'home page del film

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