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Kiss
di
Richard Lagravenese, con Holly Hunter, Danny De Vito, Queen Latifah,
Martin Donovan, Richard Shif
Distribuzione:
Medusa, durata: 99'
LA
TRAMA: Un uomo e una donna, entrambi separati, soli e con
scarsa considerazione di sé stessi, traggono nuova fiducia
dal loro incontro.
E'
l'esordio nella regia di Richard Lagravenese, sceneggiatore de
«L'uomo che sussurrava
ai cavalli» e «I ponti di Madison County».
Dietro la macchina da presa, Lagravenese conferma le caratteristiche
che aveva già manifestato come autore: finezza di sentimenti,
acutezza psicologica e una inclinazione sentimentale che non sconfina
mai nella stucchevolezza. Il tema - quello della solitudine -
non è certo nuovo, ma viene trattato in maniera non banale.
Si tratta infatti della affollata solitudine della realtà
urbana, raccontata secondo un'ottica moderna, credibile, realistica:
ne sono un esempio le scene in cui Holly Hunter ricorre ai servigi
di un aitante massaggiatore, o quella in cui si lascia coinvolgere
dalle fugaci e anonime carezze di altre donne in un locale di
lesbiche. In mani meno eleganti, le due scene sarebbero state
o volgari o, all'opposto, moralistiche; Lagravenese, invece, le
racconta in maniera esemplare, senza retorica, come manifestazioni
di quella profonda, costante, disperata ricerca di contatto che
affligge la protagonista. Il centro del film è il breve
incontro fra la Hunter e Danny De Vito: anche in questo caso,
una situazione molto lontana dai cliché hollywoodiani,
dove per una volta la bellezza dei corpi lascia il posto a quella
delle anime.
LA BATTUTA: Non
è affatto facile mettere KO una donna: Dio ci ha costruito
belle robuste.
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