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LA TIGRE E IL DRAGONE
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

LA TIGRE E IL DRAGONE
(Crouching Tiger, Hidden Dragon) di Ang Lee, con Chow Yun Fat, Michelle Yeoh, Zhang Ziyi, Chang Chen.
Distribuzione: BIM, durata: 119'

LA TRAMA: In una fantasiosa Cina d'inizio Ottocento, attorno al possesso di una mitica spada si scatena la lotta fra opposte fazioni di guerrieri taoisti.

clicca per ingrandire E' il sogno di ogni artista quello di riuscire ad essere al tempo stesso raffinato e popolare, di coniugare le scoperte della maturità con i perduti stupori dell'infanzia. Ang Lee è riuscito a coronare questo sogno. Sapevamo tutti quanto questo taiwanese trapiantato in America sapesse essere eclettico: lo avevamo visto infatti muoversi con disinvoltura in mondi da lui lontanissimi come l'Inghilterra dell'Ottocento o il West della guerra di secessione. Ma questa volta le tante anime di Ang Lee convivono nello stesso film, che il regista ha voluto definire - con una formula solo apparentemente paradossale - una via di mezzo fra Jane Austen e Bruce Lee. Certo, per apprezzare la luce inconsueta di questo gioiello occorre un piccolo sforzo di disponibilità intellettuale: nulla in confronto all'umiltà e alla passione con cui Lee si è accostato alla cultura occidentale. Dovremo abbracciare una convenzione che concede ai guerrieri taoisti di volare come i supereroi dei fumetti, dovremo accettare delle donne in ruoli storicamente maschili, dovremo accostarci al mondo per noi sconosciuto del Wuxia : l'epopea che narra le imprese leggendarie dei guerrieri erranti all'epoca di Confucio. Ma la sospensione dell'incredulità verrà ripagata dalla scoperta di un vero capolavoro. «La tigre e il dragone» è effettivamente una sorta di «Ragione e sentimento» dei film di arti marziali. E' un film dai grandi contrasti psicologici, i cui eroi combattono soprattutto contro una parte sconosciuta di sé stessi. Il titolo (in originale letteralmente La tigre in agguato e il dragone nascosto allude proprio a questa duplicità interiore: al dragone che si cela dentro ciascuno di noi. Nonostante i molti duelli spettacolari (splendidamente coreografati da Yuen Wo-Ping, il maestro d'armi di «Matrix»), «La tigre e il dragone» è un film intimista che parla di sentimenti e della difficoltà di abbandonarsi ad essi: "davanti ai sentimenti anche i più grandi eroi possono conoscere la paura", come recita una battuta del film. E infatti il duello più suggestivo, che si svolge sulle cime flessuose dei bambù della foresta di Anji, evoca le movenze di un corteggiamento e le intermittenze del cuore: così come il tuffo finale nell'abisso è simile all'abbandono in un abbraccio o in un sogno.

  16:9  

LA BATTUTA: Se stringi il pugno la tua mano è vuota. Solo con la mano aperta puoi possedere tutto.

IL LINK
L'home page del film

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