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LE
COSE CHE SO DI LEI
(Things
you can tell just by looking at her) di Rodrigo Garcia, con Glenn
Close, Cameron Diaz, Holly Hunter, Calista Flockhart, Valeria
Golino, Kathy Baker, Amy Brenneman.
Distribuzione: Mikado, durata: 106'
LA
TRAMA: Le storie di sette donne sole, alla ricerca di un nuovo
equilibrio affettivo, si intrecciano nella Los Angeles dei nostri
giorni.
Il
celeberrimo scrittore Gabriel Garcia Marquez ha sempre affiancato
all'amore per la letteratura quello per il cinema. Ed ha trasmesso
questo amore al figlio Rodrigo Garcia che, dopo essere stato un
ottimo operatore e direttore della fotografia, ha esordito nella
regia mettendo in scena la sua prima sceneggiatura: scritta con
una leggerezza e una profondità che fanno dire buon
sangue non mente. Badate, non accade nulla di straordinario
in questo film, che racconta le storie di sette donne comuni.
Ma, nelle mani di Garcia, ciò che è ordinario diventa
eccezionale: un po' come accade per la nostra stessa vita, che
ci viene spontaneo considerare normale ed unica al tempo stesso.
Il filo conduttore è offerto da una investigatrice che
cerca di comprendere le ragioni del suicidio di una donna. Durante
il film, vediamo che la vittima ha sfiorato - senza conoscerle
- tutte le altre protagoniste: sei donne molto diverse che vivono
nello stesso quartiere di Los Angeles. Ciò che le accomuna
è la solitudine: annullarsi senza rumore dietro una
porta chiusa. C'è una dottoressa di mezz'età,
infatuata di un uomo che non la ricambia; una direttrice di banca
che aspetta un figlio da una relazione clandestina; una donna
turbata dalla scoperta che il figlio ormai è cresciuto
e non è più un bambino; una cartomante che si prende
cura della sua amante, condannata da un tumore; una ragazza cieca
che per superare il suo handicap ha indossato una corazza di cinismo;
la sorella investigatrice che per occuparsi di lei ha trascurato
la propria vita sentimentale. Storie comuni, come abbiamo detto:
ma che ci appaiono profonde, interessanti, appassionanti come
rivelazioni. Garcia ricorre a un semplicissimo artificio per darci
in sintesi il loro ritratto: lo fa pronunciare ad un altro personaggio.
Ad esempio, la cartomante fa il quadro psicologico della dottoressa,
una barbona quello della bancaria e così via. Ancora niente
di eccezionale. Ma le parole che si pronunciano hanno la forza
di squarciare il velo su un'anima: things you can tell just
by looking at her, come recita il titolo originale. Le qualità
straordinarie di questo copione, vincitore al Sundance Film Festival
del '99, hanno compiuto un altro miracolo: riuscendo a riunire,
per un film a basso costo, un cast di attrici eccezionali, capaci
di rendere mirabilmente la straordinarietà del quotidiano,
fatta tutta e soltanto di impercettibili sfumature rivelatrici.
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LA BATTUTA: L'amore
non si chiede, si dà.
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