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L'impostore
di
Jonas e Joshua Pate, con Tim Roth, Chris Penn, Michael Rooker,
Renee Zellweger, Ellen Burstyn, Rosanna Arquette
Distribuzione:
FilmAuro, durata: 95'
LA
TRAMA: Il sospettato di un orribile delitto a sfondo sessuale
sfida gli agenti incaricati di sottoporlo al test della macchina
della verità.
Si
moltiplicano i casi di fratelli che scrivono e dirigono film in
coppia: dopo i celeberrimi Coen e dopo i Wachowski brothers, gli
autori di «Bound», è ora il turno di due gemelli,
Jonas e Joshua Pate. La cosa bizzarra è che tutte queste
coppie hanno qualcosa in comune: raffinata cultura cinefila, predilezione
per atmosfere torbide e cupe, capacità di creare e mantenere
la tensione narrativa giocando soprattutto su sfumature, conflitti
e morbosità psicologiche. Quasi tutta la vicenda si svolge
in una stanza del posto di polizia attrezzata per effettuare il
test della macchina della verità e gioca abilmente proprio
sull'atmosfera claustrofobica. Il sospettato è il rampollo
degenere - alcolizzato ed epilettico - di una prestigiosa famiglia
del luogo. Più ricco, più intelligente e soprattutto
più cinico degli agenti che lo sottopongono al test, l'uomo
ingaggia con loro un sottile duello psicologico, riuscendo a volgere
a suo favore proprio l'elemento che maggiormente potrebbe incastrarlo:
il fatto di essere un bugiardo patologico. Senza svelare le trappole
e i colpi di scena di questa tortuosa strategia, basti dire che
il film - molto ben scritto, anche se un po' troppo simile a «I
soliti sospetti» - sfrutta abilmente tutti i possibili risvolti
offerti dall'ambiguità fra bene e male, vero e falso in
un contesto sociale e morale dove tutti i personaggi hanno qualche
cosa da nascondere.
LA BATTUTA: Io
ti do i soldi e tu mi togli dai guai.
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