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Mad
City
(Mad
City) di Costa-Gavras, con Dustin Hoffman, John Travolta, Alan
Alda, Mia Kirshner, Ted Levine.
USA,
1997. Distr.: Warner Bros, durata: 115'
LA
TRAMA: Un giornalista in disgrazia monta un scoop su un balordo
autore di un maldestro sequestro, ma ne vengono entrambi travolti.
Il
tema della manipolazione della realtà e delle opinioni da parte
dei media è sempre attuale ma non certo inedito. Costantin Costa-Gavras
- classe 1933 - prestigioso veterano del cinema di impegno civile,
non lo affronta in maniera particolaramente nuova. Anzi, il fascino
e il limite del film stanno proprio nella sua struttura estremamente
classica, che ricorda memorabili precedenti come "L'asso nella
manica" di Billy Wilder o "Quel pomeriggio di un giorno da cani"
di Sidney Lumet. Anche in questo caso, infatti, tutta la tensione
narrativa è affidata al contrasto fra la condizione claustrofobica
dei protagonisti e la kermesse creata all'esterno dallo strapotere
dei mezzi di informazione. E, come nel capolavoro di Wilder, l'interesse
psicologico è concentrato sul ruolo ambivalente del giornalista
nei confronti dell'uomo di cui sfrutta la drammatica situazione:
con un atteggiamento prima cinicamente strumentale e poi sempre
più emotivamente coinvolto. Il limite del film sta in una certa
prevedibilità della vicenda e nell'assunto, nobile ma un po' scontato.
LA BATTUTA: -
Sono famoso nel modo sbagliato. - Non fa nessuna differenza in
televisione.
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