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MALENA
(Id.)
di Giuseppe Tornatore, con Monica Bellucci, Giuseppe Sulfaro,
Giuliano Federico, Matilde Piana, Pietro Notarianni.
Distribuzione: Medusa, durata: 120'
LA
TRAMA: L'amore impossibile tra un ragazzino di 14 anni e una
bella signora nella Sicilia della Seconda Guerra Mondiale.
Tornatore
sembra uscito dalla macchina del tempo. Possiede un senso del
cinema a lettere maiuscole che tutti i registi italiani hanno
smarrito o svenduto alla tivvù. Ha un immenso talento,
sebbene i suoi difetti siano anch'essi grandi in proporzione e
gli impediscano di centrare il capolavoro. Come altri suoi film,
«Malèna» è prolisso: dilata fino alle
dimensioni di un romanzo quello che un tipico spunto da racconto
breve. Ha un doppio finale, poichè riprende a forza la
storia quando essa si è già conclusa nella scena
della partenza di Malena dal paese. C'è qualche citazione
cinefila di troppo e il tono non è sempre in perfetto equilibrio
fra il romantico e il grottesco. Ma poco importa: nonostante soffra
di priapismo autoriale, quello di Tornatore è cinema-cinema,
come da noi non lo si vede da anni. Il punto però è
proprio questo. Tratto da un vecchio soggetto di Luciano Vincenzoni,
«Malèna» sembra un film di trent'anni fa. Certo,
considerando il livello del cinema italiano di oggi, intravedere
l'ombra della grande stagione cinematografica del passato può
anche scaldare il cuore. Ma c'è da temere che non si tratti
di una primavera, ma di una ingannevole estate di San Martino.
Nel suo stile classico e sontuoso, Tornatore tradisce - o forse
ostenta - il più completo anacronismo. Prodotto con il
contributo della Miramax, il film può contare su una distribusione
americana. Si può credere, e sperare, che possa piacere
là dove l'Italia delle biciclette e delle canottiere è
stata ripetutamente apprezzata: come dimostra il successo de «Il
postino», di «Mediterraneo» e dello stesso «Nuovo
Cinema Paradiso». Me lo auguro sinceramente anch'io e senz'altro
Tornatore lo merita a maggior titolo di chiunque altro. Eppure,
questa premiata immagine di un'Italia dove il tempo si è
fermato e dove anche il cinema che la rappresenta non riesce che
a guardare all'indietro, non posso impedire che mi dia i brividi.
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LA BATTUTA: L'amore
vero è solo quello non corrisposto.
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