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Metroland
di
Philip Saville con Christian Bale, Emily Watson, Lee Ross, Elsa
Zylberstein.
UK,
1997. Distr.: Medusa, durata: 106'
LA
TRAMA: Toni e Chris, due studenti ribelli nella Londra degli
anni '60, si rincontrano a distanza di tempo: il primo mette in
crisi il secondo rimproverandogli di essersi imborghesito.
In
cosa consiste la vita adulta: in una squallida normalizzazione
dopo la rinuncia alle grandi speranze della giovinezza o nella
conquista realistica e consapevole di un concreto equilibrio esistenziale
ed affettivo? E' questa la domanda che si pone il bel romanzo
di Julian Barnes, egregiamente trasformato in film dal regista
Philip Saville e dallo sceneggiatore Adrian Hodges. E la risposta
è piena di sfaccettature: è facile infatti prevedere la crisi
e i dubbi di chi ha rinunciato ai sogni ribelli in cambio dei
vantaggi della integrazione; meno scontato è raccontare il desiderio
di normalità di chi si è fatto obbligo della propria diversità
e non desiste dalla trasgressione. Il film racconta contraddizioni
e paradossi di entrambi i punti di vista con molta sottigliezza.
E il tutto ruota attorno a un quartiere residenziale della piccola
borghesia situato all'estremità della metropolitana londinese
- Metroland, appunto - che assurge a teatro e simbolo di una condizione
esistenziale e di una problematica scelta di vita.
LA BATTUTA: Io
non farò questa fine!
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