Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
THE MILLION DOLLAR HOTEL
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Cinema > Recensioni > The Million Dollar Hotel
a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

THE MILLION DOLLAR HOTEL
(Id.) di Wim Wenders, con Jeremy Davies, Milla Jovovich, Mel Gibson, Jimmy Smits, Amanda Plummer.
Distribuzione: Medusa, durata: 120'

LA TRAMA: Un agente dell'FBI indaga sul misterioso suicidio del figlio sbandato di un magnate dei media, avvenuto in un albergo fatiscente, che funge da rifugio di disperati.

Il poster Spesso la giovinezza porta con sé, assieme alle sue incertezze, un disperato romanticismo e una dolorosa sensazione di esclusione e di diversità. Nonostante l'età ormai matura ed il successo consolidato, né Wenders né Bono (autore del soggetto del film e delle sue splendide musiche) sembrano aver perduto quella purezza anarchica che è propria dello sguardo intransigente dei giovani nei confronti della vita. Austero, gentile, estraneo ad ogni atteggiamento di esteriore anticonformismo, Wenders è lontano mille miglia dal cliché esteriore dell'artista. Eppure, forse proprio per questo, si rivela un artista puro, assoluto, incapace di compromessi estetici. Che sa esprimere con forza struggente quella sensazione di fatale diversità propria appunto dei poeti e dei giovani. Il surreale albergo The Million Dollar Hotel esiste nella realtà, ma nella fantasia di Wenders e Bono si trasfigura in una galleria di freaks, di teneri mostri dell'immaginario. E lo stesso Mel Gibson viene strappato al suo cliché di poliziotto duro, per diventare a sua volta un ex-mostro, costretto in una sinistra armatura e solo parzialmente restituito alla vita cosiddetta normale. "Sono cresciuto con gente che voi chiamereste scherzi della natura, psicopatici, scarti umani! - dice in uno splendido dialogo l'agente Skinner - Ma siccome ero l'unico che girava piegato in due come l'uomo della pietra, con un braccio che gli spuntava dalla schiena, sono riuscito a diventare un'attrazione persino in mezzo ai mostri. E ho visto più crudeltà, più disperazione che in cento film di guerra. E più coraggio e gentilezza, ma soprattutto ho visto l'illusione. Gente che cercava di credere cose non vere. Non potevo fargliene una colpa. Ma se non avessi capito la differenza fra 'convinzione vera' e 'vita vera', sarei ancora là... Invece sono fuggito! Sono fuggito dalle mie fantasie. Mi sono reso conto che era l'unica via d'uscita. Una volta che ho trovato la verità e sono riuscito ad accettarla, tutto è diventato possibile. Persino camminare diritto, con il tempo, e lavorare per la stessa gente che voleva tenermi piegato in due". Questo strano, paradossale, doloroso ottimismo che anima il film, lo apparenta a un'altra straordinaria opera di poesia, «American Beauty»: simili non solo perché entrambe le vicende vengono narrate fuori campo da un morto, ma soprattutto per la critica senza attenuanti che entrambi rivolgono all'appiattimento di valori imposto dalle convenzioni sociali. "Non credo alle coincidenze, - ha osservato Wenders a proposito di queste analogie - Certe cose circolano nell'aria. «The Million Dollar Hotel» e «American Beauty» sono film diversissimi, ma guardano entrambi a società di perdenti".

LA BATTUTA: La vita è perfetta. Solo che non lo si capisce finché ci si è ancora dentro.

IL LINK
L'home page del film

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.