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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

PAROLE E UTOPIA
(Palavra e Utopia) di Manoel de Oliveira, con Luis Miguel Cintra, Lima Duarte, Ricardo Trepa, Miguel Guilherme, Leonor Silveira.
Distribuzione: Mikado, durata: 130'

LA TRAMA: La vita di un predicatore e missionario portoghese del Seicento, protettore degli Indios e inviso all'inquisizione.

clicca per ingrandire Il film si propone di evocare la lunga vita di Padre Antonio Vieira, autore di celebri sermoni, morto alla venerabile età di 89 anni: un ragazzino in confronto di Manoel de Oliveira, grande vecchio del cinema portoghese, ancora attivo e prolifico a 93 anni suonati. E' inevitabilmente la vecchiaia uno dei temi raccontati con più forza e intensità nel film, che pure ripercorre tutta l'esistenza del grande gesuita portoghese. E Oliveira sembra parlare per bocca del suo personaggio quando dice: «Vivo con i privilegi di un morto... servire il futuro, onorare il passato e non dover niente al presente». Alla sua età, il regista può infatti infischiarsene tranquillamente delle mode e dei gusti cangianti del pubblico, perseguendo con rigore uno stile elegante e anacronistico, statico ed eloquente, monumentale e tedioso. Perché attenzione: in confronto a Oliveira, Olmi sembra un regista di videoclip. Gli amanti del cinema usa e getta sono avvertiti: troverebbero insopportabile questo film quanto Fantozzi la corazzata Potemkin; i più pazienti potranno apprezzare invece un grande cinema di parola, dedicato a un sommo esponente della retorica barocca, che Fernando Pessoa chiamò l'imperatore della lingua portoghese. Se esiste infatti un importante aspetto politico e civile di Vieira (fu un accanito difensore della libertà degli Indios, facendosi per questo molti nemici nel suo stesso ordine), l'interesse principale di Oliveira per il personaggio è senz'altro incentrato sul suo carattere e la sua straordinaria e appassionata abilità oratoria, testimoniata da una eredità letteraria di duecentoquaranta sermoni e più di cinquecento lettere. Esemplare in questo senso la scena, ambientata a Roma, nella quale Vieira duella con un altro predicatore in una disputa dialettica arbitrata dalla colta e raffinatissima regina di Svezia. Del resto, le parole stesse con cui il regista definisce il suo film non hanno nulla da invidiare alla sontuosa prosa barocca: «Parole e Utopia non è un film documentario, né storico, né didattico o biografico, nonostante segua un ordine cronologico. E` piuttosto una finzione con tutte le premesse che essa può permettere. Senza perdere la precisione storica, potrà avere il suo lato didattico nella misura in cui la finzione si afferma attraverso l'autenticità dei documenti che l'hanno orientata senza allontanarsi più di quanto il rigore consentirebbe».

   

LA BATTUTA: Coloro che lottano per la libertà vengono presi per idioti e ignoranti.

IL LINK
L'home page del film

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