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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

L'albero delle pere
di Francesca Archibugi, con Valeria Golino, Sergio Rubini, Stefano Dionisi, Niccolò Senni
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 90'

LA TRAMA: Una bambina si punge giocando con una siringa della madre drogata. Il fratello cerca di scoprire se sia stata contagiata, evitando di informarne gli adulti.

la foto Graziosa e promettente la battuta che circola anche nei trailer, dove di dice che "Siddharta era Budda da magro": lascia sperare in quella leggerezza di tocco che ha caratterizzato l'Archibugi nei suoi momenti migliori, anche quando ha toccato temi dolenti o drammatici. Purtroppo non è il caso di questo film: ben girato e interpretato, ma come congelato nei sentimenti, appesantito dalla volontà di autrice e privo appunto della toccante levità dei suoi momenti di grazia. Il motivo sta forse in una certa artificiosità dell'assunto: secondo il quale i figli di una generazione di genitori-bambini rischiano di vedersi scippata la loro infanzia sotto il peso di responsabilità precoci, chiamati quasi a far loro da padri ai padri. "Abbiamo un tale spropositato mito della giovinezza, che il non crescere è considerato quasi un valore. Invece l'infantilismo è la stortura più sinistra del carattere, una malattia diffusa e raccapricciante": con l'intento di dimostrarlo, l'Archibugi disegna una coppia sereotipata di padri latitanti e un adolescente cibernetico non sempre credibile, nonostante la bravura del giovane interprete (premiato a Venezia come miglior attore esordiente). E' comunque efficace la descrizione di un mondo adulto perennemente vietato ai minori, insieme a quei fugaci accenni alle intermittenze del cuore, nei quali eccelle la regista di «Mignon è partita». Un discorso a parte merita la qualità scadente dell'audio, che costringe lo spettatore a ricostruire faticosamente i dialoghi attraverso un puzzle di oscuri borbottii: un appunto che non riguarda tanto l'Archibugi quanto una carenza cronica del nostro cinema, nel quale la presa diretta non è ancora una condizione naturale, ma l'avventurarsi incerto nel territorio ancora pionieristico del non-doppiato.

LA BATTUTA: Puoi imbrogliare tutti, non puoi imbrogliare me.

  L'ARCHIVIO 1998-1999

8 mm, delitto a luci rosse
L'albero delle pere
The Avengers
A Bug's Life
Il caso Winslow
La cena
Civil Action
C'è post@ per te
Character
La città degli angeli
Cose molto cattive
Cube
Dark City
Demoni e Dei
Elizabeth
Fino a prova contraria
La gabbianella e il gatto
Gallo cedrone
Il giocatore
Godzilla
Il grande colpo
Il grande Joe
Harem Suare
L'impostore
Kiss
The Last Days of Disco
La leggenda di un amore: Cinderella
Lost in Space
La maschera di Zorro
Matrix
Mulan
Nemico pubblico
Payback
Patch Adams
La polveriera
Il pozzo
Il principe d'Egittoi
Ronin
Rounders, il piacere del rischio
Salvate il soldato Ryan
Shakespeare in Love
Sliding Doors
Small Soldiers
La sottile linea rossa
Star Trek, l'insurrezione
Svegliati Ned
Un té con Mussolini
Terapia e pallottole
The Truman Show
Tutti pazzi per Mary
L'uomo che sussurrava ai cavalli
Vi presento Joe Black
X Files, il film
Z, la formica

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