|
PRIMA
CHE SIA NOTTE
(Before
Night Falls) di Julian Schnabel, con Javier Bardem, Andrea di
Stefano, Olivier Martinez, Johnny Depp, Sean Penn, Michael Wincott.
Distribuzione: Keyfilms, durata: 125'
LA
TRAMA: La vita perseguitata di Reinaldo Arenas, scrittore
omosessuale cubano, morto esule a New York nel 1990.
E'
un regista molto sui generis Julian Schnabel. Pittore e scultore
affermato, è passato dietro alla macchina da presa per
raccontare la vita difficile dell'artista newyorkese Jean Michael
Basquiat: «Basquiat», appunto, presentato anni fa
con succeso al Festival di Venezia. Sempre a Venezia, ha vinto
il Gran Premio della Giuria con questo secondo film, anch'esso
basato sulla biografia di un artista: il poeta e scrittore cubano
Reinaldo Arenas. L'interpretazione appassionata e toccante di
Javier Bardem gli ha meritato la Coppa Volpi. Arenas nacque nel
1943 in una delle zone più povere di Cuba: la provincia
di Oriente. A 14 anni visse la rivoluzione castrista. A 20 pubblicò
il suo primo romanzo: Celestino antes del alba. Censurato
e perseguitato come omosessuale, riuscì a far pervenire
clandestinamente in Francia il manoscritto del suo secondo romanzo,
El mundo allucinante, che fu pubblicato all'estero, come
tutti i suoi libri successivi. Intanto, arrestato nel 73, Arenas
fu detenuto come prigioniero comune nel famigerato penitenziario
di El Morro. Nell'80, lasciò Cuba grazie a un provvedimento
di Castro, che permise di lasciare l'isola a 250.000 indesiderabili:
omosessuali, malati di mente e pregiudicati. Ma negli Stati Uniti
non trovò la libertà che sperava. Come dice in una
battuta del film, "la differenza fra il sistema comunista
e quello capitalista è che, quando ti danno un calcio nel
culo, nel sistema comunista devi ringraziare, in quello capitalista
puoi urlare". Si suicidò nel '90 e il suo libro
di memorie Before Night Falls venne incluso postumo fra
i dieci migliori libri del '93. Questi fatti, già di per
sé esemplari e drammatici, Schnabel li racconta in maniera
toccante e poetica. Alcune sequenze sono da antologia del cinema:
come quelle della prigione, del sogno di fuga in mongolfiera,
dell'arrivo a New York sotto la neve. Benché
sia ovviamente un film contro la discriminazione, non è
un'opera a tesi, né si limita a contrapporre un sistema
politico a un altro. Racconta piuttosto, dall'interno, la lotta
e la sconfitta di un uomo alla disperata ricerca della propria
libertà. E' un viaggio nell'inferno del mondo adulto che
inizia e si conclude nel paradiso mancato dell'infanzia: perché,
come ha scritto Arenas di sé, "Io sono quel bambino
di sempre, arrabbiato e solo..."
| |
 |
|
LA BATTUTA: Per
qualsiasi dittatura, chi produce arte è pericoloso.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|