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Il
quinto elemento
(Le
cinquieme element) di Luc Besson, con Bruce Willis, Milla Jovovich,
Gary Oldman, Ian Holm.
FR,
1997. Distr.: FilmAuro
LA
TRAMA: Un reduce in disgrazia e una guerriera aliena si uniscono
per respingere l'attacco del Male Supremo contro la Terra.
Mai
come in questo caso si conferma che il cinema è un'arte collettiva.
Besson ha realizzato una riuscita variazione sul tema della donna-guerriero
(al tempo stesso bella, letale e fragile) che aveva sancito il
successo di "Nikita". Sua è l'idea suggestiva dell'incombere di
un Male Assoluto, che non è motivato dal potere, dal denaro, dal
dominio, ma solo da una forza incontrollata di distruzione. Però
l'impianto visivo - anzi, visionario - del film porta l'impronta
fortissima del costumista Jean-Paul Gauthier, di Jean-Claude Mèziéres
e soprattutto di Jean Giraud, in arte Moebius. La New York del
ventitreesimo secolo in cui è ambientata la vicenda è figlia dell'immaginazione
del grande disegnatore francese. I suoi estimatori riconosceranno
le barche volanti, le armi ovoidali, gli alieni ingobbiti e soprattutto
la grazia quasi spirituale delle sue futuribili precognizioni.
Besson, che anche nei film precedenti si era mostrato in perfetta
sintonia con lo stile del fumetto, dirige e coordina molto bene
questi apporti. Ne risulta un bel film di fantascienza europeo,
che nulla ha da invidiare a quelli americani: anzi, dà loro molti
punti nell'eleganza con cui sa miscelare ironia e avvertura.
LA BATTUTA: Voi
umani agite in modo strano: tutto quello che create lo usate per
distruggere.
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