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L'uomo
della pioggia
(The
Rainmaker) di Francis Ford Coppola, con Matt Damon, Claire Danes,
Jon Voight, Danny De Vito, Mickey Rourke.
USA,
1997. Distr.: Medusa, durata: 135'
LA
TRAMA: Un giovane avvocato idealista si batte contro una potente
compagnia assicurativa che truffa le classi meno abbienti.
Potrebbe
sembrare solo un normale film giudiziario, e a molti che ne hanno
già scritto tale è parso. Come nei film del genere si vive la
preparazione di un processo e il susseguirsi di colpi di scena
nel corso dello stesso. Ma questo è solo lo scheletro di un film
che mostra un mondo adulto in disfacimento e l'epopea di un giovane
avvocato che riesce a non dimenticare, a non tradire, gli ideali
che lo avevano portato a scegliere un lavoro che può - dovrebbe
- difendere la verità e la giustizia. E' nella sala dove si svolgono
gli esami che Rudy, il protagonista, avverte e ci avverte che
le cose sono cambiate: che in nome dei soldi e del potere anche
i ragazzi più in gamba cominciano a corrompersi e a diventare
corruttori, capaci di dimenticare qualsiasi senso dell'esistere.
Diventano adulti definitivamente. Diventano professionisti. Rudy
non si perde nell'inferno, grazie a se stesso e alle due grandi
ancore di salvezza che gli offre la vita: eros e thanatos. A proposito
della morte si chiede, in un fondamentale momento del film, come
tutti (in particolare assicuratori e avvocati) possano continuare
a cercare di sopraffarsi l'un l'altro mentre un ragazzo, una persona
viva, sta morendo di leucemia (e sta morendo anche per colpa loro).
Poi c'è l'amore, l'amore per Kelly, per una ragazza non particolarmente
bella, non ricca, e destinata, come ci dice lui, ad essere una
perdente. E' con lei che Rudy, dopo un inutile trionfo, esce di
scena senza che il mondo sia riuscito a trasformarlo.
Luca Raffaelli
LA BATTUTA: -
Che differenza c'è fra una prostituta e un avvocato? - La prostituta
quando sei morto smette di fotterti!
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