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Le
avventure di Rocky e Bullwinkle
(The Adventures of Rocky and Bullwinkle) di Des McAnuff, con René
Russo, Dennis Quaid, Jason Alexander, Robert De Niro.
Distribuzione: U.I.P., durata: 88'
LA
TRAMA: Tre malvagi personaggi dei cartoon vogliono lasciare
il loro mondo per mettere in atto un piano criminale. Rocky e
Bullwinkle dovranno riuscire a fermarli.
E' stata un mezzo disastro questa trasposizione cinematografica
delle avventure di una delle più strampalate coppie dei
cartoon. Né si è rivelata garanzia di successo la
presenza di Robert De Niro nella doppia veste di interprete e
produttore: così il film esce ora alla chetichella, a un'estate
di ritardo rispetto allo sfortunato debutto americano. Peccato,
perché un esito meno inglorioso del film avrebbe forse
contribuito a far riscoprire in Italia il suo prototipo televisivo:
una gloriosa serie americana degli anni Sessanta dal titolo «Bullwinkle
Show». Si tratta di 78 mitici episodi interpretati da Bullwinkle
J.Moose, un'alce dalle ampie corna e dallo sguardo ottuso, e dall'astuto
scoiattolo volante Rocky. Con una limpida comicità di taglio
infantile, mescolata dallo sceneggiatore Bill Scott ad arguti
ammiccamenti gli adulti, Bullwinkle fu uno dei più originali
e divertenti cartoon realizzati per la televisione. Il film non
fa molto onore al suo modello. Steso un velo pietoso sulla trama,
vale la pena però di spendere qualche parola sulla sua
realizzazione. I responsabili degli effetti speciali si sono trovati
con un compito apparentemente simile a quello di Roger Rabbit:
far convivere sullo schermo personaggi in carne ed ossa ed eroi
di cartone. Ma in questo caso si è presentato un problema
paradossale: per poter interagire credibilmente con le persone
reali, i personaggi generati al computer dovevano apparire e muoversi
tridimensionalmente; ma al tempo stesso gli originali Rocky e
Bullwinkle erano concepiti in due dimensioni e tradirne la fisionomia
avrebbe fatto indignare gli appassionati. Così è
stato necessario un compromesso fra 3D e 2D. Tutto ciò
ha comportato dei problemi inediti: mantenere ad esempio la linea
di contorno attorno ai personaggi (effetto ovvio ed elementare
in due dimensioni) è risultato estremamente complicato
in computergrafica a tre dimensioni. Bisognava inoltre che i personaggi
dei cartoni animati fossero adeguati al mondo reale e non sembrassero
troppo cartoon, mentre gli attori dovevano essere più cartoon
rispetto alla realtà. Insomma, anche se gli effetti non
appaiono a prima vista particolarmente spettacolari, sono in realtà
frutto di tecniche sofisticate. Da questo punto di vista, i maghi
dell'onnipresente Industrial Light & Magic si sono
dimostrati all'altezza della loro fama. E del resto non poteva
essere altrimenti: come dice il personaggio di Miss Simpathy in
una battuta, le vere star di questo genere di film sono proprio
gli effetti speciali.
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LA BATTUTA:
- Sono responsabile di una società per la conversazione
con la natura.
- Vuoi dire conservazione...
- No, conversazione: qualcuno deve pur cominciare a parlare di
queste cose!
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