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ROMEO DEVE MORIRE
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

ROMEO DEVE MORIRE
(Romeo Must Die) di Andrzej Bartkowiak, con Jet Li, Aaliyah, Isaiah Washington, Russell Wong, DMX.
Distribuzione: Warner Bros., durata: 114'

LA TRAMA: Due famiglie mafiose - una afroamericana e l'altra asiatica - si sfidano per il controllo del porto di Oakland. Ma fra due giovani delle famiglie rivali sboccia l'amore.

Il poster Non fatevi illusioni: non si tratta di una versione moderna e visionaria del capolavoro di Shakespeare, come era «Romeo & Giulietta» di Baz Luhrmann. In questo caso il riferimento ai celeberrimi amanti di Verona è solo un pretesto per fornire una traccia e inserire una love-story nell'impianto tradizionale di un film gangster, aricchito da una generosa porzione di arti marziali. Il tutto ambientato a Oakland - patria dell'hip-hop - e condito dalle canzoni di due star musicali, che compaiono nel film anche in veste di attori: DMX e Aaliyah. L'astuta ed eterogenea ricetta è di Joel Silver (il produttore di «Matrix»), che ha deciso di lanciare come protagonista in Occidente la star asiatica Jet Li, che già aveva utilizzato come cattivo nel quarto episodio della serie di «Arma letale». Campione di kung-fu, Jet Li è una star celeberrima in Oriente ed ora può finalmente approfittare del momento d'oro per il cinema di Hong Kong importato ad Hollywood. A Hong Kong il publico pretende che sia effettivamente il protagonista ad esibirsi nelle scene di lotta, senza controfigure: per questo lì prima si diventa campione di arti marziali e poi attore. Così, mentre di solito ad Hollywood si usano i divi solo per i primi piani li si sostituisce con degli stunt nei totali, nel caso di «Romeo deve morire» Jet Li interpreta di persona tutti i combattimenti e le scene rischiose, offrendo la possibilità al regista di effettuare anche delle riprese senza stacchi. E' una caratteristica che il produttore Joel Silver accomuna al grande musical degli anni '30, '40 e '50: "Potevi riprendere Gene Kelly dalla testa ai piedi durante tutti i suoi numeri di danza". Un paragone solo apparentemente bizzarro: poiché, nei casi migliori, i combattimenti dei film di Hong Kong sono astratti e perfetti come coreografie. Questo film conta otto eccellenti scene di lotta: ognuna diversa dall'altra, sia nelle mosse che nello stile, e in ciascuna delle quali si adottano differenti tipi di arti marziali a seconda della situazione. Certamente la più insolita e la più impegnativa è quella in cui il protagonista sconfigge cinque avversari mentre è prigioniero in una cella e appeso a testa in giù per un piede ad una corda. Una scena che da sola ha richiesto una settimana di riprese.

LA BATTUTA: Facciamo una cosa: tu mi lasci andare e io ti lascio vivere.

IL LINK
L'home page del film

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