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IL 6° GIORNO
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

IL 6° GIORNO
(The 6th Day) di Roger Spottiswoode, con Arnold Schwarzenegger, Tony Goldwyn, Michael Rapaport, Michael Rooker, Sarah Wynter e Robert Duvall.
Distribuzione: Columbia TriStar, durata: 124'

LA TRAMA: Un uomo comune scopre di essere stato sostituito da un suo clone e si ritrova invischiato in un pericolosissimo intrigo.

clicca per ingrandire Uno dei punti di forza di questo film è certamente l'attualità delle tematiche che lo supportano. Quando il progetto de «Il 6° giorno» è stato concepito, la pecora Dolly era stata appena clonata; ma, in parallelo col progredire della lavorazione, le scoperte e le polemiche su questo delicatissimo campo si sono accavallate a ritmo così incalzante, che gli autori hanno deciso di anticipare l'ambientazione cronologica del film da un futuro più lontano a uno molto più prossimo. Ambientato dunque in un plausibile dopodomani, il film conta parecchie invenzioni non lontane dalla realtà: come la "RePet™", una struttura commerciale per la clonazione degli animali domestici, assai simile a un vero programma di clonazione canina denominato "Missiplicity". Ma il giocattolo futuribile più divertente è certamente il "Whispercraft™": benché si tratti di un modello che non in grado di volare se non in virtù degli effetti speciali, è stato disegnato basandosi su un prototipo militare attualmente in fase di costruzione, progettato per decollare e atterrare come elicottero e trasformarsi in quota in velivolo ad ala fissa, pilotabile con un telecomando che il pilota può legarsi all'avambraccio. Tutto incentrato sulla clonazione, «Il 6° giorno» sembra esso stesso il risultato di un esperimento di duplicazione cine-genetica, simile com'è per molti aspetti a un altro cavallo di battaglia di Schwarzenegger: «Atto di forza». Ma, fedele anche in questo alle prerogative dei veri cloni, replica senza scadimenti gli stessi elementi costitutivi del suo modello: azione, umorismo e grande attenzione nella scelta delle locations e nella cura dei dettagli. Molto suggestiva in particolare l'ambientazione scenografica nella città di Vancouver. Schwarzenegger si amministra con intelligenza, abbandonando i panni del supereroe muscoloso per indossare quelli di un individuo comune invischiato in una situazione eccezionale. La situazione dell'uomo che sorprende un sosia a usurpargli il suo posto in famiglia ripropone con successo il collaudatissimo tema del doppio, pieno di suggestivi richiami che vanno dai fin troppo illustri ascendenti letterari a certi vecchi episodi della mitica serie «Ai confini della realtà».

  16:9  

LA BATTUTA: Questa volta cerca di restare morto!

IL LINK
L'home page del film

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