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SPACE COWBOYS
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

SPACE COWBOYS
(Id.) di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, James Gardner, Donald Sutherland, James Cromwell.
Distribuzione: Warner Bros., durata: 130'

LA TRAMA: Quattro vecchi piloti, astronauti mancati, vengono richiamati in servizio dalla Nasa: sono gli unici a poter riparare un satellite russo in avaria, obsoleto quanto loro.

Il poster Tempi duri per i troppo duri. Dopo essersi divertito per anni ad atteggiarsi a carogna, anche Clint Eastwood deve piegarsi al buonismo delle premiazioni e subire il tardivo plauso dei critici nostrani dai quali è stato a lungo snobbato («Gli spietati» venne rifiutato proprio al Festival di Venezia, per poi consolarsi oltreoceano con ben quattro Oscar). E così oggi si verifica l'inverso: questo film preso sottogamba in America assurge ad evento cinematografico a casa nostra. Intendiamoci: è sacrosanto questo Leone d'Oro alla carriera, che va a celebrare i settant'anni di un attore-autore che, come certi vini robusti, è migliorato via via con l'invecchiamento. "Il tempo fugge e io divento sempre più vecchio" dice Clint con elegante ironia in una battuta del film. E «Space Cowboys» gioca con sapienza sul tema dell'età, tenendosi in equilibrio fra lo humour e le nostalgiche venature crepuscolari. Il tutto per ribadire un tema caro a molti grandi vecchi autori di Hollywood: che esiste per tutti una seconda possibilità. La parte migliore del film è indubbiamente quella iniziale, che racconta la ricostituzione, a distanza di anni, di "Daedalus": un team di piloti militari destinati a diventare astronauti e poi rimasti invece ingloriosamente a terra col passagio delle competenze riguardanti l'esplorazione spaziale dall'aviazione militare a un ente civile, e cioé la Nasa. La miscela dei caratteri del quartetto di reduci (il donnaiolo, il mistico, lo spericolato e il sapiente) funziona alla perfezione, anche perché è collaudata da più di un secolo: presa di peso com'è da «Vent'anni dopo», il seguito de «I tre moschettieri». La missione nello spazio è invece parente stretta di quella di «Armageddon», rispetto al quale però questo film è infinitamente meno rozzo. Insomma, «Space Cowboys» non sarà certo un campione di originalità e ridonda in maniera davvero eccessiva di cliché. Ma non c'è dubbio che risulta quanto mai appropriato per la beatificazione del mitico di Clint: dal momento che il vecchio cowboy qui viene letteralmente assunto in cielo.

  16:9  

LA BATTUTA: Se non sopravviviamo al decollo, gli Stati Uniti saranno i primi ad aver mandato quattro cadaveri nello spazio.

IL LINK
L'home page del film

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