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SPACE
COWBOYS
(Id.)
di Clint Eastwood, con Clint Eastwood, Tommy Lee Jones, James
Gardner, Donald Sutherland, James Cromwell.
Distribuzione: Warner Bros., durata: 130'
LA
TRAMA: Quattro vecchi piloti, astronauti mancati, vengono
richiamati in servizio dalla Nasa: sono gli unici a poter riparare
un satellite russo in avaria, obsoleto quanto loro.
Tempi
duri per i troppo duri. Dopo essersi divertito per anni ad atteggiarsi
a carogna, anche Clint Eastwood deve piegarsi al buonismo delle
premiazioni e subire il tardivo plauso dei critici nostrani dai
quali è stato a lungo snobbato («Gli spietati»
venne rifiutato proprio al Festival di Venezia, per poi consolarsi
oltreoceano con ben quattro Oscar). E così oggi si verifica
l'inverso: questo film preso sottogamba in America assurge ad
evento cinematografico a casa nostra. Intendiamoci: è sacrosanto
questo Leone d'Oro alla carriera, che va a celebrare i settant'anni
di un attore-autore che, come certi vini robusti, è migliorato
via via con l'invecchiamento. "Il tempo fugge e io divento
sempre più vecchio" dice Clint con elegante ironia
in una battuta del film. E «Space Cowboys» gioca con
sapienza sul tema dell'età, tenendosi in equilibrio fra
lo humour e le nostalgiche venature crepuscolari. Il tutto per
ribadire un tema caro a molti grandi vecchi autori di Hollywood:
che esiste per tutti una seconda possibilità. La parte
migliore del film è indubbiamente quella iniziale, che
racconta la ricostituzione, a distanza di anni, di "Daedalus":
un team di piloti militari destinati a diventare astronauti e
poi rimasti invece ingloriosamente a terra col passagio delle
competenze riguardanti l'esplorazione spaziale dall'aviazione
militare a un ente civile, e cioé la Nasa. La miscela dei
caratteri del quartetto di reduci (il donnaiolo, il mistico, lo
spericolato e il sapiente) funziona alla perfezione, anche perché
è collaudata da più di un secolo: presa di peso
com'è da «Vent'anni dopo», il seguito de «I
tre moschettieri». La missione nello spazio è invece
parente stretta di quella di «Armageddon», rispetto
al quale però questo film è infinitamente meno rozzo.
Insomma, «Space Cowboys» non sarà certo un
campione di originalità e ridonda in maniera davvero eccessiva
di cliché. Ma non c'è dubbio che risulta quanto
mai appropriato per la beatificazione del mitico di Clint: dal
momento che il vecchio cowboy qui viene letteralmente assunto
in cielo.
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LA BATTUTA: Se
non sopravviviamo al decollo, gli Stati Uniti saranno i primi
ad aver mandato quattro cadaveri nello spazio.
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