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Star
Trek, l'insurrezione
di
Jonathan Frakes, con Patrick Stewart, Jonathan Frakes, Brent Spiner,
Levar Burton e F. Murray Abraham
Distribuzione:
U.I.P., durata: 103'
LA
TRAMA: L'equipaggio dell'Enterprise si ribella agli ordini
della Federazione per salvare un popolo dalla deportazione.
I
soggetti di «Star Trek» non fanno perno su semplici trovate fantascientifiche,
ma piuttosto su dei quesiti morali. Quello di stavolta potrebbe
riassumersi così: è lecito, in nome di una presunta ragione superiore,
procedere alla deportazione di un numero anche limitato di persone
innocenti? La risposta che dà il film è, coerentemente con lo
spirito trakker, politicamente molto corretta. E non può (anche
se ovviamente non vi è alcun riferimento intenzionale) non fare
venire alla mente i fatti che stanno sconvolgendo in più parti
del mondo la storia dei nostri giorni. Come si vede, l'aspetto
sempre rimarchevole dsella saga sta nello sforzo di costruire
le storie attorno a temi non banali, capaci di rispecchiare negli
spazi intergalattici futuri la realtà concreta del nostro tempo.
Meno convincente è la realizzazione dello spunto. Gli effetti
speciali, senza infamia e senza lode, sono al di sotto degli standard
a cui ci hanno abituato i progressi della computergrafica. Il
cast, a parte la felice scelta di F. Murray Abrahams per i panni
del cattivo, non riserba sorprese e, più in generale, il film
non prosegue sulla strada di quello sforzo innovatore che aveva
caratterizzato il precedente «Primo contatto». Insomma, nonostante
il ricorso al mito dell'eterna giovinezza, questa serie straordinariamente
longeva (fu inaugurata nel '66) mostra inevitabilmente le rughe.
LA BATTUTA: Voi
esplorate l'Universo. Noi abbiamo imparato che un singolo momento
nel tempo può essere un universo in sé stesso.
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