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SYNAPSE
- pericolo in rete
(Antitrust) di Peter Howitt, con Ryan Phillippe, Rachael Leigh
Cook, Claire Forlani e Tim Robbins.
Distribuzione: Medusa, durata: 108'
LA
TRAMA: Un giovane programmatore di talento viene reclutato
nella più potente società informatica del mondo
per collaborare a un progetto ambizioso dai risvolti oscuri.
C'era una volta la favola bella della distribuzione democratica
delle risorse: a ciascuno secondo i suoi bisogni, da ciascuno
secondo le sue possibilità. La storia si è fatta
beffe di molte utopie rivoluzionarie, ma almeno una rivoluzione
- quella informatica - ha rilanciato il sogno: la distribuzione
democratica dell'informazione su una rete globale senza confini
e censure. Per realizzare appieno questa utopia sarebbe necessaria
la possibilità da parte di tutti non solo di utilizzare
i programmi software, ma anche di reinventarli, avendo libero
accesso ai reconditi segreti della loro architettura: il cosiddetto
codice sorgente. Di qui, Linux
di Linus Torvalds: il più celebre sistema operativo open
source, ovvero non solo liberamente utilizzabile dagli utenti
ma anche liberamente modificabile dai programmatori. Di contro,
nella parte del cattivo, Sua Maestà Monopolista Bill Gates.
Fra i due mondi è guerra aperta: tanto che in alcuni documenti
riservati trapelati dalla Microsoft (i cosiddetti Halloween
documents) Gates invocava il ricorso a nuove strategia per
sconfiggere Linus, vista l'impossibilità di comprare o
strangolare questo anomalo concorrente no-profit. Di quali sofisticate
strategie si tratta? In Synapse Tim Robbins, che impersona
una sorta di inquietante alter-ego di Gates, fa ricorso a un sistema
decisamente trogloditico: prendere a mazzate in testa i programmatori
rivali e fregargli il codice. Questa rozzezza semplicistica sciupa
le potenzialità del film, che per altri versi ha il pregio
di affrontare in maniera documentata un temi di grande attualità
come la battaglia per l'utilizzazione democratica delle risorse
tecnologiche. Era inevitabile che, per garantire uno sviluppo
narrativo ai temi trattati, si rendesse necessario drammatizzarli
e romanzarli. E il film lo fa secondo i canoni classici del thriller
paranoico: con un giovane di talento che si ritrova al centro
di un gigantesco complotto. Ma, nonostante la firma di un regista
di prestigio (Peter Howitt, quello di Sliding Doors) la
trama risulta effimera e piena di luoghi comuni. Interessante
invece l'ambientazione e la credibilità tecnica, segno
di un serio lavoro di documentazione. Tim Lindholm, un brillante
ingegnere della Sun Microsystem esperto in Java, in qualità
di consulente del film ha suggerito lo scenario prossimo venturo
a cui si ispira il progetto Synapse. Si tratta della convergenza
digitale: ossia un sistema di comunicazione globale via satellite
capace di collegare tutti i sistemi di comunicazione elettronici,
mobili e portatili, riducendoli in un'unica fonte di informazione.
Una applicazione-killer in cui tutti i nostri dispositivi di comunicazione
elettronica saranno unificati: compresa televisione, internet,
radio e telefono. Un futuro che, a quanto pare, sta davvero dietro
la porta.
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LA BATTUTA: Il business dell'informatica è
binario: o sei uno o sei zero, o sei vivo o sei morto. Non esistono
secondi classificati.
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