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Lezioni
di tango
(The
Tango Lesson) di Sally Potter, con Sally Potter, Pablo Veron,
Carolina Iotti, Gustavo Naveira, Fabian Salas.
UK,
1997. Distr.: B.I.M.
LA
TRAMA: La regista mantiene la promessa fatta a un ballerino
di tango: se lui le avesse insegnato a danzare, lei avrebbe portato
la vicenda sullo schermo.
E'
una inglese davvero sui generis Sally Potter, salita qualche anno
fa sulla ribalta internazionale con «Orlando»: non
solo per la passione irresistibile che l'ha spinta verso un ballo
latino per antonomasia; ma anche per la decisione, assai poco
britannica, di mettere in piazza - cioè in scena - l'altrettanto
travolgente passione per la star del tango argentino Pablo Veron.
E' senz'altro legittima, e anche coraggiosa, l'intenzione di una
donna non troppo bella né giovane di rivendicare espressivamente
il proprio diritto all'amore, trasfigurando la sua vicenda personale
grazie alla metafora del cinema e della danza. Ma il risultato
è un po' stucchevole per una sorta di mancanza di pudore. Non
parlo di pudore morale, ovviamente, ma estetico: quel filtro che
consente a un autore di distinguere ciò che lo concerne solo personalmente
da ciò che possiede invece i requisiti per diventare una vicenda
da raccontare e condividere col pubblico. E' difficile mantenere
la giusta distanza quando si decide di ricostruire quasi in diretta,
come autrice e come interprete, una storia d'amore vissuta dal
vero: e così l'unica tenue mediazione formale fra realtà e finzione,
pubblico e privato, è rappresentata dal bianco e nero della fotografia
di Robby Müller.
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