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Tano
da morire
di
Roberta Torre, con Ciccio Guarino, Enzo Paglino, Mimma D.De Rosalia,
Maria Aliotta, Anna M.Confalone, Adele Aliotta.
IT,
1997. Distr.: Lucky Red '
LA
TRAMA: La grottesca leggenda in musica di un piccolo boss
palermitano ucciso durante una guerra di mafia nel 1988.
Con
buona pace di Lega e Liga, i meridionali sono sbarcati in forze
al Lido di Venezia ed hanno lasciato un'impronta profonda nel
programma del Festival. Ma mentre gli attesi film napoletani hanno
deluso, non ha tradito le aspettative questo curiosa opera prima
di Roberta Torre, milanese trapiantata a Palermo e vicina al gusto
grottesco e sbeffeggiante di Ciprì e Maresco. Proprio Daniele
Ciprì firma la fotografia del film, traducendo in colori sgargianti
e volutamente pacchiani lo spirito graffiante del bianco e nero
dei suoi propri film. Gli ambienti reali del quartiere popolare
della Vucciria si alternano a improbabili locali e variopinte
scenografie di cartone. E' un musical senza veri balletti, poiché
gli interpreti sono tutti presi dalla strada; ma le coreografie
scalcinate sulle note della musica di Nino D'Angelo sono perfettamente
adeguate allo spirito kitsch del film. Imperversano le
polemiche sulla correttezza di un approccio così ridanciano al
fenomeno mafioso. Personalmente, credo che lo sberleffo grottesco
sia un'arma efficace anche contro i mafiosi. Una risata li seppellirà...
almeno speriamo.
LA BATTUTA: La
mafia è come la legge, solo che non è autorizzata.
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