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Un
tè con Mussolini
di
Franco Zeffirelli, con Cher, Judi Dench, Joan Plowright, Maggie
Smith, Lily Tomlin
Distribuzione:
Medusa, durata: 130'
LA
TRAMA: Nella Firenze a cavallo della guerra, un figlio illegittimo
viene adottato dalle bizzarre signore della comunità anglo-americana.
Beh,
chi l'avrebbe detto che quell'antipatico di Zeffirelli ci avrebbe
regalato un film simpatico! E invece, abbandonata per una volta
la sua inclinazione a un nefasto ibrido fra presepe e melodramma,
Franco Corsi, in arte Zeffirelli, racconta qui con semplicità
e calore la sua infanzia di figlio illegittimo allevato coi trovatelli,
la mancanza della madre, la latitanza del padre e l'affetto sostitutivo
che gli venne offerto da alcune bizzarre signore anglo-americane.
Il film, tratto con John Mortimer dall'autobiografia del regista,
è una specie di versione poliglotta delle «Sorelle Materassi»,
che ci fa comprendere e sopportare meglio non solo i vezzi di
questo autore manierato (che il suo stesso maestro Visconti biasimava
per avere "delle vanità così sciocche, così femminili..."),
ma soprattutto ci fa reicontrare a distanza di anni quella singolare
comunità cosmopolita creatasi attorno a Firenze e alle sue bellezze
artistiche, che già avevamo intravisto in versione drammatica
in «Camera con vista» di Ivory. Qui invece il tono è leggero,
ma mai banale, e la ricostruzione del clima storico riserba un'altra
sorpresa: Zeffirelli, noto per le sue conclamate simpatie destrorse,
fa un ritratto impietoso del Duce e dell'ignoranza cafona dei
fascisti. Un altro miracolo, perpetrato in nome di un amore per
l'arte che nel regista fiorentino deve essere evidentemente più
forte di ideologie e pregiudizi.
LA BATTUTA: Un
conto è occuparsi dei cani randagi, un altro conto prendersi cura
di un bambino...
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