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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

Un tè con Mussolini
di Franco Zeffirelli, con Cher, Judi Dench, Joan Plowright, Maggie Smith, Lily Tomlin
Distribuzione: Medusa, durata: 130'

LA TRAMA: Nella Firenze a cavallo della guerra, un figlio illegittimo viene adottato dalle bizzarre signore della comunità anglo-americana.

la foto

Beh, chi l'avrebbe detto che quell'antipatico di Zeffirelli ci avrebbe regalato un film simpatico! E invece, abbandonata per una volta la sua inclinazione a un nefasto ibrido fra presepe e melodramma, Franco Corsi, in arte Zeffirelli, racconta qui con semplicità e calore la sua infanzia di figlio illegittimo allevato coi trovatelli, la mancanza della madre, la latitanza del padre e l'affetto sostitutivo che gli venne offerto da alcune bizzarre signore anglo-americane. Il film, tratto con John Mortimer dall'autobiografia del regista, è una specie di versione poliglotta delle «Sorelle Materassi», che ci fa comprendere e sopportare meglio non solo i vezzi di questo autore manierato (che il suo stesso maestro Visconti biasimava per avere "delle vanità così sciocche, così femminili..."), ma soprattutto ci fa reicontrare a distanza di anni quella singolare comunità cosmopolita creatasi attorno a Firenze e alle sue bellezze artistiche, che già avevamo intravisto in versione drammatica in «Camera con vista» di Ivory. Qui invece il tono è leggero, ma mai banale, e la ricostruzione del clima storico riserba un'altra sorpresa: Zeffirelli, noto per le sue conclamate simpatie destrorse, fa un ritratto impietoso del Duce e dell'ignoranza cafona dei fascisti. Un altro miracolo, perpetrato in nome di un amore per l'arte che nel regista fiorentino deve essere evidentemente più forte di ideologie e pregiudizi.

LA BATTUTA: Un conto è occuparsi dei cani randagi, un altro conto prendersi cura di un bambino...

  L'ARCHIVIO 1998-1999

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