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TOMB
RAIDER
(Lara Croft: Tomb Raider) di Simon West, con Angelina Jolie, Jon
Voight, Iain Glen, Noah Taylor.
Distribuzione: Eagle, durata: 100'
LA
TRAMA: La mitica Lara Croft alla ricerca di una misteriosa
chiave capace di aprire le porte del tempo.
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Siamo stati un po' tutti Lara Croft. Sì, perché
il celeberrimo gioco, inducendoci a impersonare in soggettiva
la mitica avventuriera, ne ha fatto un attualissimo simbolo androgino,
capace di affascinare uomini e donne, di coniugare combattività
e intelligenza, di esprimere al tempo stesso potenza e grazia.
Lo straordinario successo di questa eroina virtuale, capace di
rivaleggiare con le star in carne ed ossa, è stato sancito
da centinaia di articoli e copertine, da un migliaio di siti internet
e persino dalla nomina a donna più sexy dell'anno. Grande
attesa dunque per questa trasposizione cinematografica. I presupposti
sembravano promettenti. Gli aderentissimi panni dell'archeologa
digitale sono stati infatti affidati sullo schermo ad un'attrice
adatta ad impersonarne al meglio il fascino bellicoso: una palestratissima
Angelina Jolie, che dice appunto del suo personaggio «Lara
è una tipa tosta che ben risponde al desiderio di avventura
delle ragazze moderne e al girl-power». Sotto la
guida del celebre allenatore hollywoodiano Simon Crane,
la Jolie si è cimentata in uso delle armi, kick boxing,
pugilato, motociclismo, canoa, ginnastica, slitta trainata dai
cani, salto con l'elastico, yoga. Ed eccola così muoversi
e piroettare con una agilità degna dei comandi impartiti
al videogioco tramite la console o la tastiera. Peccato però
che, a differenza dei videogame di Lara Croft, il film non sia
interattivo. Lo spettatore è costretto a subire passivamente
una storia banale, priva di trovate originali e di battute spiritose:
così, nonostante il profluvio di effetti, sparatorie e
capitomboli, finisce per annoiarsi proprio nel bel mezzo dell'azione.
Viene infatti a mancare la possibilità di immedesimazione
che aveva fatto la fortuna del personaggio e il divertimento si
riduce a quello di chi sbircia un gioco giocato da qualcun altro.
Privato di coinvolgimento e di emozioni, allo spettatore pagante
non resta che risarcirsi ammirando nell'ordine: il seno sospetto
ma prorompente della Jolie, le suggestive scenografie e le inedite
ambientazioni naturali. Ma la contemplazione non vale l'azione:
nel bracciolo della poltrona di platea si sarebbe tentati di cercare
Shift, Alt, freccia e le altre vecchie dannate combinazioni di
tasti!
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LA BATTUTA: E' tempo di salvare di nuovo l'universo!
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