Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
TOY STORY 2
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Cinema > Recensioni > Toy Story 2
a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

TOY STORY 2
Woody & Buzz alla riscossa

di John Lasseter, con le voci italiane di Fabrizio Frizzi, Massimo Dapporto, Ilaria Stagni, Vittorio Amandola.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 94'

LA TRAMA: Il cow-boy Woody scopre di essere un raro giocattolo da collezione e deve scegliere fra la gloria e i sentimenti.

Il poster Non è impresa facile fare il numero due di un film riuscito come «Toy Story». Riuscito non solo sotto il profilo tanto celebrato della coputergrafica, ma soprattutto sul piano delle idee: tanto che è stato primo lungometraggio di animazione a candidarsi all'Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Le idee veramente forti e poetiche del primo capitolo erano sostanzialmente due: che i giocattoli hanno sentimenti e una loro vita autonoma e segreta, e che il loro "lavoro" consiste nell'interpretare dei ruoli, come degli attori: tanto che Buzz era così preso dal suo personaggio da non rendersi nemmeno conto di essere solo un giocattolo. Entrambi questi spunti vengono ripresi e approfonditi anche nel secondo capitolo della saga: qui non può più essere Buzz, ovviamente, a prendersi per un vero astronauta, ma lo fa al suo posto uno dei tanti giocattoli prodotti a sua immagine e somiglianza. A questi spunti già collaudati se ne aggiunge uno nuovo ed originale: la riscoperta da parte di Woody della propria identità e del proprio passato. Il cow-boy apprende infatti di essere un raro giocattolo degli anni Cinquanta, protagonista di un dimenticato serial e ora possibile attrazione di un museo specializzato in giocattoli d'epoca. Questa trovata, che nasce dalla passione dello stesso Lasseter per il collezionismo, è stato lo spunto di operazioni visive raffinatissime: come la creazione di una intera linea di prodotti in sile retrò ispirati a Woody e la messa in scena di un vecchio serial in bianco e nero, la cui realizzazione ha richiesto la creazione di un apposito programma 3D, per mettere a punto il quale sono stati necessari ben due anni di lavoro: come a dire, il massimo della tecnologia attuale per ottenere la simulazione di una tecnologia primordiale. Da un punto di vista tecnico, inutile dire che il film della Pixar è prodigioso: anche grazie alla velocità di rendering, aumentata del 140% dall'epoca del primo «Toy Story». Ma, ripetiamo ancora, la grandezza di Lasseter &C. sta nel non essere feticisti della tecnologia: il computer per loro è un mezzo e non un fine. "Per me è la storia che coinvolge il pubblico, piuttosto che la tecnologia o l'immagine del film", ha dichiarato il regista "In realtà facciamo film per noi stessi: quelli che vorremmo vedere come spettatori. E i film che mi piacciono di più sono quelli che mi fanno ridere a crepapelle ma che allo stesso tempo mi commuovono. E' una tradizione Disney, noi abbiamo solo tentato di adattarla al nuovo mezzo espressivo".

LA BATTUTA: Non parlare coi giocattoli che non conosci!

IL LINK
L'home page del film

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.