|
U-Turn
di
Oliver Stone, con Sean Penn, Jennifer Lopez, Nick Nolte, Billy
Bob Thornton, Jon Voight.
USA,
1997. Distr.: Columbia, durata: 125'
LA
TRAMA: Un piccolo imbroglione, di passaggio in un paesino
dell'Arizona, viene travolto in una storia di sesso, sangue e
soldi.
Girato
in soli quarantacinque giorni a Superior, una cittadina dell'Arizona
immersa nel cuore del territorio Apache, questo film a basso costo
è molto lontano dalle precedenti superproduzioni di Stone: è essenzialmente
una esercitazione di stile, tragica e beffarda, sul tema della
vanità dei progetti umani. Tutti i personaggi finiscono infatti
con le spalle al muro, obbligati a quella "inversione di marcia"
che dà il titolo al film. Immerso in un deserto fatale esaltato
dalla fotografia di Robert Richardson, accompagnato dalle musiche
del nostro Ennio Morricone che ne sottolineano la vocazione western
deformata in chiave grottesca, "U-Turn" è anche un omaggio al
cupo senso del destino presente in molti film neri degli
anni Quaranta e Cinquanta. La storia non è originalissima (ricalca
molto da vicino "Red Rock West" di John Dahl); ciò che conta è
la regia. Girato magnificamente, soffre però dei suoi stessi stilismi
e di una cerca ridondanza da grand-guignol. Ma resta un
esempio di grande cinema, classico e moderno al tempo stesso.
Da segnalare fra gli ottimi attori Billy Bob Thornton (interprete,
regista e autore di "Sling Blade") nella caratterizzazione di
Darrell, il ripugnante padrone della stazione di servizio dove
ha inizio la fatale odissea del protagonista.
LA BATTUTA: Niente
fa ridere di più il Grande Spirito dei progetti di un uomo.
|