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U-571
(Id.)
di Jonathan Mostow, con Matthew McConaughey, Bill Paxtron, Harvey
Keitel, Jon Bon Jovi, Jake Weber, David Keith.
Distribuzione: U.I.P., durata: 115'
LA
TRAMA: 1942. L'equipaggio di un sottomarino americano va all'arrembaggio
di un U-boot tedesco per impossessarsi degli indecifrabili codici
criptati nemici.
Enigma
è il suggestivo nome di un dispositivo, simile ad una macchina
da scrivere, che consentiva alle forze armate tedesche, durante
la Seconda Guerra Mondiale, di comunicare in sicurezza attraverso
un codice cifrato incomprensibile agli Alleati. Per questi ultimi
diventò dunque di cruciale importanza impossessarsi di
un esemplare della macchina per decriptare il codice: operazione
che fu compiuta nella realtà da un capitano di corvetta
della Marina Britannica. Gli Stati Uniti ebbero invece un ruolo
secondario nell'operazione Enigma. Ma il denaro ha il potere di
riscrivere la storia: come avrebbe potuto infatti il produttore
De Laurentiis mobilitare capitali americani per un film in cui
la parte dell'eroe fosse
affidata agli inglesi? Ed ecco quindi che, nella finzione cinematografica,
gli eroi battono bandiera a stelle e strisce. Curiosamente, nonostante
questo falso storico, il film ha fra le sue qualità migliori
proprio la ricostruzione storica, almeno per quanto riguarda il
funzionamento e la vita in un sottomarino dell'epoca: merito anche
dello scenografo Götz Weidner, che già aveva ricostruito
il sottomarino di «U-Boot 96». Il confronto col film
di Petersen, benché scontato, è quasi inevitabile.
In realtà, «U-571» non ha nulla da invidiare
all'altro, né sotto il profilo realizzativo né sotto
quello drammatico. Molto tradizionale, ma ottimamente costruito,
il film di Jonathan Mostow non difetta di azione, di suspence
né di caratterizzazione psicologica. Ma manca ovviamente
l'elemento di novità, che nel film di Petersen era dato
dal raccontare la guerra dal punto di vista del "nemico".
«U-571» è invece, né più né
meno, un buon film di guerra come se ne facevano una volta: con
le sue brave dosi di coraggio e di retorica. Una operazione old
fashion che spicca controcorrente in mezzo all'odierno profluvio
di film freddamente tecnologici tutti affidati agli effetti speciali,
ma che lascia perplessi sulle sue motivazioni e rischia di risultare
anacronistica come i vecchi suggestivi scricchiolanti sommergibili
che mette in scena.
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LA BATTUTA: Questi
crucchi li sanno costruire i sommergibili!
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