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U-571
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

U-571
(Id.) di Jonathan Mostow, con Matthew McConaughey, Bill Paxtron, Harvey Keitel, Jon Bon Jovi, Jake Weber, David Keith.
Distribuzione: U.I.P., durata: 115'

LA TRAMA: 1942. L'equipaggio di un sottomarino americano va all'arrembaggio di un U-boot tedesco per impossessarsi degli indecifrabili codici criptati nemici.

Il poster Enigma è il suggestivo nome di un dispositivo, simile ad una macchina da scrivere, che consentiva alle forze armate tedesche, durante la Seconda Guerra Mondiale, di comunicare in sicurezza attraverso un codice cifrato incomprensibile agli Alleati. Per questi ultimi diventò dunque di cruciale importanza impossessarsi di un esemplare della macchina per decriptare il codice: operazione che fu compiuta nella realtà da un capitano di corvetta della Marina Britannica. Gli Stati Uniti ebbero invece un ruolo secondario nell'operazione Enigma. Ma il denaro ha il potere di riscrivere la storia: come avrebbe potuto infatti il produttore De Laurentiis mobilitare capitali americani per un film in cui la parte dell'eroe fosse affidata agli inglesi? Ed ecco quindi che, nella finzione cinematografica, gli eroi battono bandiera a stelle e strisce. Curiosamente, nonostante questo falso storico, il film ha fra le sue qualità migliori proprio la ricostruzione storica, almeno per quanto riguarda il funzionamento e la vita in un sottomarino dell'epoca: merito anche dello scenografo Götz Weidner, che già aveva ricostruito il sottomarino di «U-Boot 96». Il confronto col film di Petersen, benché scontato, è quasi inevitabile. In realtà, «U-571» non ha nulla da invidiare all'altro, né sotto il profilo realizzativo né sotto quello drammatico. Molto tradizionale, ma ottimamente costruito, il film di Jonathan Mostow non difetta di azione, di suspence né di caratterizzazione psicologica. Ma manca ovviamente l'elemento di novità, che nel film di Petersen era dato dal raccontare la guerra dal punto di vista del "nemico". «U-571» è invece, né più né meno, un buon film di guerra come se ne facevano una volta: con le sue brave dosi di coraggio e di retorica. Una operazione old fashion che spicca controcorrente in mezzo all'odierno profluvio di film freddamente tecnologici tutti affidati agli effetti speciali, ma che lascia perplessi sulle sue motivazioni e rischia di risultare anacronistica come i vecchi suggestivi scricchiolanti sommergibili che mette in scena.

  16:9  

LA BATTUTA: Questi crucchi li sanno costruire i sommergibili!

IL LINK
L'home page del film

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