|
UNEASY
RIDERS
(Nationale 7) di Jean-Pierre Sinapi, con Nadia Kaci, Olivier Bourmet,
Lionel Abelanski, Chantal Neuwirth.
Distribuzione: KeyFilms, durata: 90'
LA
TRAMA: Un disabile rivendica il proprio diritto alla sessualità
e chiede a un' infermiera di trovargli una puttana disponibile.
Hai voglia a illuderci che non abbiamo pregiudizi: eppure quanti
di noi correrebbero senza esitazioni e imbarazzi a vedere un film
che tratta dei problemi sessuali dei disabili? Invece questo UnEasy
Riders è davvero un film da non perdere: semplice,
intenso, commovente e - nonostante il tema doloroso - anche estremamente
divertente. «Volevo realizzare una commedia» ha dichiarato
il regista di origine italiana Jean-Pierre Sinapi «poiché
il riso è comune a tutti e volevo che il mio pensiero fosse
condivisibile con tutti». Creare un terreno comune fra cosiddetti
diversi e presunti normali: questo è il punto. E Sinapi
ci riesce talmente bene che presto si dimentica la differenza
e il problema di costruirsi una vita affettiva o sessuale diventa
appunto il terreno comune sul quale lo spettatore può incontrarsi
e riconoscersi con i problemi speciali dei personaggi di questa
storia. Dice ancora il regista: «Sia in sedia a rotelle
che senza, il problema è lo stesso per tutti: far coincidere
il desiderio con la realtà. Nel film affronto anche i problemi
dei normodotati: che non se la cavano poi tanto meglio dei disabili...»
Il protagonista è infatti un cinquantenne colpito da una
patologia muscolare debilitante, che desidera fare l'amore con
una donna prima che il suo male devastante lo renda impossibile.
Attorno a lui ci sono altri disabili con gli stessi problemi,
ma anche i normali coi loro handicap emotivi: un'infermiera incapace
di aprirsi affettivamente all'uomo giusto, un corteggiatore incapace
di toccarle il cuore, una collega incapace di affrontare la separazione
dal marito, e così via. Tratto da una storia vera, il film
la ricostruisce e l'affronta con toccante sensibilità,
ma senza cadere mai nel pietismo o ricorrere al ricatto emotivo
nei confronti dello spettatore: grazie anche al carattere scostante
e collerico del protagonista, che all'inizio risulta così
insopportabile da alleviarci dal dovere di compatirlo. Altro tocco
geniale di Sinapi è il personaggio di Rabah: handicappato,
omosessuale, di colore e musulmano, paradossale concentrato di
diversità. Girato con una piccola telecamera digitale negli
ambienti autentici di una casa di cura per adulti disabili nei
pressi di Tolone, UnEasy Riders si avvale della presenza
dei ricoverati nella comunità. Nei ruoli principali ci
sono invece degli attori: tutti bravissimi, autentici e indistinguibili
dai veri malati: a ennesima riprova di quanto il confine fra normali
e diversi sia tracciato soprattutto dal tratto arbitrario dei
nostri pregiudizi e delle nostre paure.
| |
 |
|
LA BATTUTA: Senza tre milioni di disoccupati
non troveremmo nessuno che ci prende in braccio e ci pulisce il
culo.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|