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BAGGER VANCE
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

LA LEGGENDA DI BAGGER VANCE
(The Legend of Bagger Vance) di Robert Redford, con Will Smith, Matt Damon, Charlize Theron e Jack Lemmon.
Distribuzione: FOX, durata: 126'

LA TRAMA: Nel 1931, la sfida fra un campione in crisi esistenziale e i due più grandi golfisti di allora.

clicca per ingrandire E' un tipo davvero singolare Robert Redford: da un lato è un cineasta moderno, che col suo mitico Sundance Film Festival ha aperto la strada a innumerevoli giovani autori indipendenti; dall'altro è un uomo dal cuore antico, che quando passa dietro la macchina da presa racconta con un caldo stile classico i valori di un'America che non esiste più. Tutto deriva probabilmente dalle origini mormone di Redford, che lo rendono molto sensibile ai principi etici e ai valori spirituali. Incarnandosi nel suo alter-ego Matt Damon, Redford racconta una gara in cui lo spirito del gioco è più importante della vittoria, l'onestà più importante del risultato: tutte cose lontane anni luce dalla mentalità che guida oggi lo sport, e non solo. Al pari della morale, anche lo stile è un po' antiquato e si può rimproverare al romantico Redford un abuso di dorati tramonti e controluce. Ma vogliamo essere indulgenti sulla sua buona fede di narratore visto che, qui a Clarence, abbiamo un debole per gli angeli. Sì, perché il Bagger Vance in questione altri non è che un angelo custode travestito da caddy : un'incarnazione della figura archetipica del méntore, della guida. Tutto il film vuole essere infatti una metafora, raccontata attraverso il gioco del golf, della rinascita spirituale di un uomo in crisi. Come dice il regista a proposito del romanzo di Steven Pressfield a cui si è ispirato, " è la classica vicenda di un eroe che cade nelle tenebre a causa di alcune lacerazioni nel suo animo e poi torna a splendere grazie all'aiuto di una guida spirituale. Aveva inoltre una forte storia d'amore, il che è il mezzo migliore per mostrare il ritorno dell'eroe alla vita. Infine, conteneva una sfida, una grande gara. In senso mitologico, doveva esserci insomma il momento del 'taglio della testa del drago' ed in questo caso a fornirlo è una straordinaria gara di golf ". La gara in questione è la sfida contro i più bravi giocatori di golf degli anni Venti e Trenta, Bobby Jones e Walter Hagen. Anche il gioco del golf è raccontato in maniera un po' Zen ma, metafore a parte, è descritto con passione e competenza e riserva agli appassionati delle raffinatezze tecniche. Ad impersonare due mitici campioni del passato ci sono infatti due abili golfisti - gli attori Joel Gretsch e Bruce McGill - che hanno ricostruito con cura filologica lo stile di gioco di quegli anni, condizionato dall'abbigliamento, dagli strumenti e dalla posture che si utilizzavano allora. Tutto dunque perfettamente old fashioned in un film elegante e sincero, anche se irrimediabilmente anacronistico.

   

LA BATTUTA: Il golf è un gioco che non può essere vinto ma soltanto giocato.

IL LINK
L'home page del film

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