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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

VATEL
(Id.) di Roland Joffé, con Gerard Depardieu, Uma Thurman, Tim Roth, Julian Glover, Julian Sands.
Distribuzione: FOX, durata: 117'

LA TRAMA: 1671. Il maestro di cerimonie François Vatel organizza dei magnifici festeggiamenti in onore del Re Sole. Dalla riuscita della festa dipende il futuro politico del Principe di Condè, alle dipendenze del quale Vatel presta servizio.

Il poster Benché abbia avuto l'onore di inaugurare l'ultimo festival di Cannes, «Vatel» è stato accolto con una certa freddezza da critica e pubblico. Un esito modesto per un film colossale, che comunque non fa giustizia alle sue qualità: se da un lato «Vatel» è un po' antiquato nella concezione e nello stile, dall'altro ha infatti tutta la solidità e l'accuratezza del grande cinema vecchio stile. Uno spettacolo grandioso che ripropone tutta la meraviglia della teatralità barocca, applicata al memorabile banchetto dell'aprile 1671, del quale ci dà testimonianza nelle sue memorie la Marchesa de Sevigné: banchetto che fu esplicitamente concepito, per ingraziarsi il favore del Re, "di una sontuosità e di una creatività senza limiti". Non nuovo ad imprese titaniche («Mission»), Joffé si è cimentato nella ricostruzione senza risparmio: facendo rivivere da un lato con notevole fedeltà storica il clima dell'epoca, e caricandolo dall'altro di una venatura orientaleggiante, per meglio sottolineare il senso dello sfarzo e del lusso. E' evidente una certa identificazione di Joffé nel protagonista, se non altro per tutte quelle caratteristiche che fanno assomigliare un maestro di cerimonie di quell'epoca ad un regista di oggi: il perfezionismo, la responsabilità di gestire un budget colossale, il compito di coordinare l'apporto di vari artigiani, la sottomissione ai volubili capricci del successo e dell'insuccesso. "Mi sono immediatamente sentito vicino a lui: un regista non è poi tanto differente da un cuoco", ha detto Joffé. Nella sua ricetta spettacolare c'è spazio anche per una componente morale. Contemporaneamente ai preparativi del banchetto, si svolge infatti la vicenda d'amore romanzata fra Vatel (Depardieu) e Madame de Montausier (Uma Thurman). Le due vicende sono costruite a contrasto: da un lato i festeggiamenti come autocelebrazione della ricchezza e del privilegio, dall'altro l'amore come coscienza del vuoto morale che si cela dietro quella ostentazione di lusso. Un'etica vecchio stampo (non c'è felicità e dignità in una prigione dorata) forse destinata ad essere percepita come anacronistica ai giorni d'oggi, ancora troppo influenzati dal culto dell'effimero e dai miti dello spettacolo, della pubblicità e della moda.

  16:9  

LA BATTUTA: Armonia e contrasto: la bellezza nasce sempre da queste due cose.

IL LINK
L'home page del film

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