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VATEL
(Id.)
di Roland Joffé, con Gerard Depardieu, Uma Thurman, Tim
Roth, Julian Glover, Julian Sands.
Distribuzione: FOX, durata: 117'
LA
TRAMA: 1671. Il maestro di cerimonie François Vatel organizza
dei magnifici festeggiamenti in onore del Re Sole. Dalla riuscita
della festa dipende il futuro politico del Principe di Condè,
alle dipendenze del quale Vatel presta servizio.
Benché
abbia avuto l'onore di inaugurare l'ultimo festival di Cannes,
«Vatel» è stato accolto con una certa freddezza
da critica e pubblico. Un esito modesto per un film colossale,
che comunque non fa giustizia alle sue qualità: se da un
lato «Vatel» è un po' antiquato nella concezione
e nello stile, dall'altro ha infatti tutta la solidità
e l'accuratezza del grande cinema vecchio stile. Uno spettacolo
grandioso che ripropone tutta la meraviglia della teatralità
barocca, applicata al memorabile banchetto dell'aprile 1671, del
quale ci dà testimonianza nelle sue memorie la Marchesa
de Sevigné: banchetto che fu esplicitamente concepito,
per ingraziarsi il favore del Re, "di una sontuosità
e di una creatività senza limiti". Non nuovo ad
imprese titaniche («Mission»), Joffé
si è cimentato nella ricostruzione senza risparmio: facendo
rivivere da un lato con notevole fedeltà storica il clima
dell'epoca, e caricandolo dall'altro di una venatura orientaleggiante,
per meglio sottolineare il senso dello sfarzo e del lusso. E'
evidente una certa identificazione di Joffé nel protagonista,
se non altro per tutte quelle caratteristiche che fanno assomigliare
un maestro di cerimonie di quell'epoca ad un regista di oggi:
il perfezionismo, la responsabilità di gestire un budget
colossale, il compito di coordinare l'apporto di vari artigiani,
la sottomissione ai volubili capricci del successo e dell'insuccesso.
"Mi sono immediatamente sentito vicino a lui: un regista
non è poi tanto differente da un cuoco", ha detto
Joffé. Nella sua ricetta spettacolare c'è spazio
anche per una componente morale. Contemporaneamente ai preparativi
del banchetto, si svolge infatti la vicenda d'amore romanzata
fra Vatel (Depardieu) e Madame de Montausier (Uma Thurman). Le
due vicende sono costruite a contrasto: da un lato i festeggiamenti
come autocelebrazione della ricchezza e del privilegio, dall'altro
l'amore come coscienza del vuoto morale che si cela dietro quella
ostentazione di lusso. Un'etica vecchio stampo (non c'è
felicità e dignità in una prigione dorata) forse
destinata ad essere percepita come anacronistica ai giorni d'oggi,
ancora troppo influenzati dal culto dell'effimero e dai miti dello
spettacolo, della pubblicità e della moda.
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LA BATTUTA: Armonia
e contrasto: la bellezza nasce sempre da queste due cose.
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