|
LE
VERITA' NASCOSTE
(What
Lies Beneath) di Robert Zemeckis, con Michelle Pfeiffer, Harrison
Ford, Diana Scarwid, Joe Morton, James Remar, Miranda Otto, Wendy
Crewson.
Distribuzione: FOX, durata: 130'
LA
TRAMA: La vita di una tranquilla coppia borghese viene sconvolta
quando la moglie rivela al marito di vedere l'immagine di una
spettrale giovane donna.
Quando
c'è un thriller ben congegnato, si abusa troppo spesso
dell'appellativo hitchcockiano. Ma sarebbe impossibile
farne a meno nel caso di questo film, che non solo vuole essere
un dichiarato omaggio al mago del brivido, ma è concepito
come una vera e propria antologia hitchcockiana: concentrando
in sé temi e atmosfere che appartengono a diversi capolavori
del maestro, da «Io ti salverò» a «Finestra
sul cortile», da «Il sospetto» a «Vertigo».
Pur senza raggiungere quei sommi livelli, «Le verità
nascoste» contiene almeno due sequenze da cineteca, entrambe
legate all'acqua (non si dice infatti che la verità
viene a galla ?): ossia la scena in cui la Pfeiffer è
paralizzata nella vasca da bagno e quella dello spettrale finale
sotto il lago. In entrambi i casi, hanno dato una mano sostanziosa
gli effetti speciali. Zemeckis infatti ha concepito il film cercando
di immaginare cosa avrebbe fatto Hitchcock se fosse vissuto oggi,
nell'era digitale. Gli effetti visivi (opera di Rob Legato, premio
Oscar per «Titanic») sono numerosi, ma il regista
li ha utilizzati in maniera discreta e poco appariscente, più
per inquietare che per sorprendere. Spaventoso il film lo è
comunque, sebbene non punti tanto sugli effetti orrorifici quanto
sui meccanismi psicologici della suspense, proprio secondo le
vecchie ricette del thriller classico. "Cinema e suspense
- ha dichiarato Zemeckis - sono fatti l'uno per l'altro. Cioè,
ci sono certamente dei libri e degli spettacoli teatrali davvero
ricchi di suspense, ma penso che niente sia in grado di manipolare
tempo, spazio e tecniche di racconto quanto un film. Ho sempre
desiderato mettermi alla prova nella regia di qualcosa di davvero
terrificante e misterioso". Rispetto ad Hitchock, Zemeckis
gioca in maniera molto più esplicita sull'elemento onirico,
coerentemente alla propria inclinazione verso il cinema fantastico
(è stato tra l'altro il produttore esecutivo di «Sospesi
nel tempo»). Oltre a una Pfeiffer in gran forma, coprotagonista
del film è pieno titolo la grande casa in legno nel Vermont:
una casa che si trasforma in maniera quasi impercettibile da rassicurante
a minacciosa. Lo scenografo Rick Carter ha valorizzato al meglio
una serie di elementi, tra i quali spiccano in primo luogo gli
specchi: "Abbiamo utilizzato gli specchi come una specie di
passaggio verso la verità, ecco perché ce ne sono tanti in tutta
la casa. Comunque, l'unico momento in cui uno dovrebbe preoccuparsi
di essi è quando riflettono qualcosa di sbagliato".
| |
 |
|
LA BATTUTA: Se mi dai un'altra possibilità,
passerò la vita a non farti di rimpiangere di avermela
concessa.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|