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Viaggio
senza ritorno
(Truth
or Consequences) di Keifer Sutherland, con Vincent Gallo, Mykelti
Williamson, Kifer Sutherland, Kevin Pollak.
USA,
1998. Distr.: Columbia Tristar, durata: 101'
LA
TRAMA: Un gruppo di balordi rapina un carico di droga e sequestra
una coppia per coprirsi la fuga. Alla loro caccia si mettono sia
la polizia che la mafia.
E'
il secondo film diretto dall'attore Kifer Sutherland: un thriller
violento e piuttosto convenzionale, ben recitato ma senza particolari
qualità. Il suo principale motivo di interesse sta però nel mettere
in luce una contraddizione implicita in tutti i film sui criminali:
se da un lato il male viene formalmente stigmatizzato, dall'altro
sono proprio i cattivi i veri protagonisti di queste storie,
con il risultato di un possibile effetto emulativo. E' un problema
d'attualità, ma che ha radici antiche: visto che i primi eroi
del cinema americano, già all'inizio del secolo, sono stati i
gangster. Sutherlan si è posto il problema e, a scanso di equivoci,
ha riservato a sé stesso un ruolo indiscutibilmente negativo e
spregevole di criminale psicopatico. Inoltre l'autore Brad Mirman
ha inserito tra i personaggi quello di un sequestrato affascinato
dai suoi sequestratori e sedotto dal fascino della violenza e
della trasgressione. Con ciò la contraddizione è risolta? Non
proprio: nel finale, il personaggio in questione si ravvede del
suo abbaglio, ma il fatto è che la sua redenzione avviene a colpi
di pistola. Come a dire: la questione morale è ancora aperta...
LA BATTUTA: C'è
un confine invisibile fra il nostro mondo e il vostro, ma tu non
lo vedi finché non lo hai oltrepassato. E a questo punto non puoi
più tornare indietro.
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