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X
Files, il film
di
Rob Bowman, con David Duchovny, Gillian Anderson, Martin Landau,
John Neville
Distribuzione:
Fox, durata: 122'
LA
TRAMA: Da un attentato dinamitardo in un ufficio di
Dallas e dai segreti sepolti nell'edificio, un viaggio ai limiti
del possibile tra Washington, le praterie del Texas e le distese
dell'Antartide.
Chris
Carter, il creatore della fortunata serie televisiva, è un cinefilo.
E, come ricorda Stefano Masi nel suo prezioso libro "X-FILES",
le puntate ridondano di citazioni cinematografiche. Inequivocabile
quella contenuta ora nel film: lo 'spettrale' Mulder che fa pipì
contro un manifesto del trionfalistico «Independence Day»: due
opposti tipi di fantascienza a confronto. Citazioni a parte, era
fatale il trasferimento degli X-Files dal piccolo al grande schermo.
Per la versione cinematografica tutti gli appassionati si attendevano
delle sorprese: prima fra tutte quella, spesso ventilata ad arte,
di una svolta sessuale nei rapporti fra Mulder e Scully. Ma ogni
attesa di trasformazioni clamorose è destinata ad essere delusa:
per il semplice fatto che il film nulla può togliere e poco aggiungere
allo svolgimento della serie. Serie che consta, come tutti sanno,
di puntate dedicate alle investigazioni su casi paranormali, più
alcune puntate speciali incentrate sul patto scellerato fra un
oscuro centro di potere ed entità aliene. Il film, piuttosto deludente,
consiste solo nella versione, leggermente arricchita, di queste
puntate doppie. Niente verità rivelate, dunque. Ma in ciò sta
del resto il fascino della serie, che solleva un velo sul mistero
senza mai scoprirlo completamente: un espediente efficace perché
affonda nel cuore stesso dell'invenzione artistica. Per scomodare
qualcuno che non poteva ancora essere un fan di X-Files, Marcel
Proust diceva: L'imminenza di una rivelazione che non si produce
è, forse, il fatto estetico.
LA BATTUTA: Il
mio numero è l'uno, il più solitario di tutti i numeri.
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