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X-MEN
(Id.)
di Bryan Singer, con Ian McKellen, Famke Janssen, James Mardsen,
Anna Paquin, Ray Park, Patrick Stewart.
Distribuzione: FOX, durata: 104'
LA
TRAMA: Nel futuro, il moltiplicarsi dei mutanti sulla Terra
provoca timore e avversione nei cosiddetti normali. I mutanti
si dividono in due fazioni contrapposte in lotta fra loro: quelli
che vogliono combattere l'umanità e quelli che vogliono
migliorarla.
Nel
1963, mentre negli Stati Uniti era all'apice il movimento per
i Diritti Civili, il direttore responsabile editoriale e art director
della Marvel Comics, Stan Lee, creò con Jack Kirby X-Men,
uno strano fumetto che aveva per protagonisti dei supereroi mutanti
guidati da un telepate paraplegico. Gli X-Men, come molti dei
loro predecessori creati dalla Marvel, erano un insolito gruppo
di eroi - sarcastici, anti-sociali e con dei vistosi problemi
di auto-stima - in lotta contro perfidi cattivi nel loro universo
di poteri speciali. La serie si esaurì dopo una sessantina
di numeri, ma venne ripresa nel 1975 da Chris Claremont, che ne
fece il più grande successo fumettistico americano di tutti
i tempi. Il regista Bryan Singer (quello de «I soliti sospetti»
e de «L'allievo») è rimasto colpito dall'allegoria
del razzismo e dell'ottusità contenuta in quei fumetti e dal messaggio
di tolleranza inserito in un contesto di azione e di avventura.
Così, dopo otto anni di ripensamenti e cinque cambiamenti
di soggetto, la trasposizione cinematografica vede finalmente
la luce. Come nel fumetto originale, è il tema della diversità
a fare da filo conduttore alla vicenda e ad arricchirla di uno
spessore psicologico insolito in questo genere di film. L'esempio
che gli si avvicina di più è il «Batman»
di Tim Burton: e, non a caso «Edward mani di forbice»
è parente stretto di Wolverine, il dolente eroe dotato
di micidiali artigli retrattili celati nelle mani. Il paradosso
che fa di questi esseri superiori dei perseguitati e dei reietti
è sviluppato con forza, dando vita a una felice caratterizzazione
dei personaggi. Spicca, come spesso accade, il 'cattivo', con
Ian McKellen nei panni di Magneto: un ex deportato nei campi di
concentramento che si aspetta dagli uomini solo odio e sterminio.
La morale è riassunta in una battuta: L'umanità
teme da sempre quello che non riesce a capire. Una morale
semplice, che tuttavia arricchisce il film di qualcosa che va
al di là del semplice spettacolo e del solito profluvio
di effetti speciali: peraltro eccellenti e firmati da Michael
Fink, già candidato all'Oscar proprio per «Batman».
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LA BATTUTA: La
mutazione è la chiave della nostra evoluzione.
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